Il concerto

Regia di Radu Mihaileanu

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All'epoca di Brežnev, Andreï Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Ma all'apice della gloria viene licenziato quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha. Trent'anni dopo lavora ancora al Bolshoi ma come uomo delle pulizie. Una sera Andreï si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l'ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi. All'improvviso, Andreï ha un'idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti, che come lui vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bolshoi. È l'occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 22 recensioni)

4.0 Da vedere

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"Il concerto" è un film che racconta la storia di Andrei Filipov, un grande direttore d'orchestra che, all'apice del successo, viene licenziato perché si rifiuta di cacciare dalla sua orchestra la maggior parte dei musicisti ebrei che ne fanno parte. L'uomo, così, è costretto per trent'anni a fare le pulizie nel teatro, ma un giorno trova un fax che invita l'orchestra del Bolshoi ad andare a suonare a Parigi e decide di riunire i vecchi membri della sua orchestra per andare, sotto mentite spoglie, a suonare al Thèatre du Chatelet. Un bel film che racconta della rivalsa di coloro che hanno subito un'ingiustizia.

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5.0 La magia della musica

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Film bellissimo, delicato e struggente sia per la storia narrata sia per la parte finale, con una musica che davvero, secondo me, porta in alto, in un mondo meraviglioso e quasi surreale. Ascoltanto e seguendo le vicende dei personaggi, questo film trasporta in un mondo senza tempo, caratterizzato solo dall'amore per l'arte e per l'umanità dolente dei personaggi.

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5.0 Sulle note di Tchaikovsky

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La parte musicale del film è ottima, un finale meraviglioso sulle note del Concerto di Tchaikovsky per violino ed orchestra, che termina con un pubblico in visibilio e un pianto liberatorio e incontenibile della musicista, nato dal raggiungimento del sublime. In particolare lascia senza respiro l'improvvisazione di un violinista indiano alle prove prima dell'esibizione. Unica nota di tortura il preludio in Re maggiore di Bach (la più grande meraviglia musicale!) stonato da un violoncellista inascoltabile. Vale sicuramente la pena di vederlo anche se la storia non è il massimo e il doppiaggio ridicolizza un po' il tutto, ma questa è una scelta voluta dal regista.

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3.0 Niente di eccezionale

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Un film da cui mi aspettavo molto di più... Molto bella la colonna sonora: il concerto per pianoforte e orchestra op. 35 di Tchaikovsky è il tema dominant: davvero sublime... Apprezzabili anche le musiche folk. La trama troppo forzata ed a tratti poco originale. Non ho apprezzato il doppiaggio italiano, che fa apparire i protagoisti russi come delle caricature. Sarebbe stato meglio optare per un italiano privo di accenti stranieri.

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4.0 Il Concerto

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Molto carino, umorismo abbastanza sottile, triste ma non troppo ma sopratutto infinitamente divertente. Personaggi positivi a cui è impossibile non affezionarsi e non tifare per loro e per la loro assurda corsa per raggiungere un sogno ingiustamente "proibito".

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