Sciopero

Regia di Sergej M. Ejzenstejn

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Accusato ingiustamente di furto, un opeario si suicida. Per protesta i colleghi entrano in sciopero e il padrone della fabbrica fa di tutto per farli desistere, la polizia li massacra.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)

5.0 Sciopero

Sciopero è innanzitutto un film stratificato in cui confluiscono opzioni innovative diverse. In primo luogo Ejzenstejn cerca di porsi al di là della dialettica tra film a soggetto e film senza soggetto per affermare l'idea di un cinema di situazioni collettive e non di intrecci individuali in cui è protagonista non in singolo ma la massa degli operai. Insieme costruisce situazioni di scontro sociale violento, ma ricorre anche alle maschere e alle procedure del burlesque per delineare un tessuto sociale disgregato, soggetto ai ricatti dei padroni. Le attrazioni scelte risentono dell'eccentrismo teatrale e del circo e disegnano un tessuto di contrasti e di eterogeneità di indubbia presa sullo spettatore. Il finale del film costruisce poi attraverso la tecnica del montaggio alternato l'esempio più aggressivo e più efficace di montaggio delle attrazioni, mediante il coordinamento della serie di inquadrature del massacro della polizia zarista con le immagini del macello dei buoi. La forza espressiva e di denuncia delle immagini è assicurata dal montaggio analogico e attrazionale.

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5.0 Sciopero

Sciopero è innanzitutto un film stratificato in cui confluiscono opzioni innovative diverse. In primo luogo Ejzenstejn cerca di porsi al di là della dialettica tra film a soggetto e film senza soggetto per affermare l'idea di un cinema di situazioni collettive e non di intrecci individuali in cui è protagonista non in singolo ma la massa degli operai. Insieme costruisce situazioni di scontro sociale violento, ma ricorre anche alle maschere e alle procedure del burlesque per delineare un tessuto sociale disgregato, soggetto ai ricatti dei padroni. Le attrazioni scelte risentono dell'eccentrismo teatrale e del circo e disegnano un tessuto di contrasti e di eterogeneità di indubbia presa sullo spettatore. Il finale del film costruisce poi attraverso la tecnica del montaggio alternato l'esempio più aggressivo e più efficace di montaggio delle attrazioni, mediante il coordinamento della serie di inquadrature del massacro della polizia zarista con le immagini del macello dei buoi. La forza espressiva e di denuncia delle immagini è assicurata dal montaggio analogico e attrazionale.

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4.0 Sciopero ovvero dove tutto ebbe inizio.

Nei film di Ejzenstejn non puoi certo godere della minuziosa ricostruzione dei fatti storici, esageratamente viziata dall'ideologia comunista e rivoluzionaria. Molti sostengono che Ejzenstejn non era certo un servo del potere, pertanto certe tematiche erano scontate, se non necessarie per poter superare l'invadenza della censura sovietica. La storia di fondo quindi era un semplice pretesto per sperimentare tutte quelle teorie che egli sinetizzò con "montaggio delle attrazioni", cioè il dinamismo della azione, la tensione e lo scontro tra un'immagine e l'altra.
Probabilmente il regista che più di tutti ha innovato il cinema, bisognerà aspettare Godard e la Nouvelle Vague per ritrovare una così alta carica distruttiva e innovatrice.

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