Che Cos'E' Un Manrico

    Che Cos'E' Un Manrico

    Regia di Antonio Morabito

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    Dettagli del prodotto

    • Ean: 8014191900027
    • Supporto: Dvd
    • Produttore: Terminal
    • Genere: Documentari
    • Regia: Antonio Morabito
    • Contenuti extra: biografie, commenti tecnici, filmografie, interviste, trailers
    • Lingue: Italiano
    • Colori: Colori
    • Anno di produzione: 2012
    • Area: Area 2 (Europa/Giappone)
    • Durata: 76'
    • Origine: Italy
    • Sottotitoli: Inglese,Italiano non udenti
    • Formato Audio: DTS 5.1, Dolby Digital 2.0 - stereo, Dolby Digital 5.1, Dolby Digital Surround
    • Sistema: PAL
    • Nazione: Italy

    Contenuto

    Manrico e' un trentenne distrofico, che muove debolmente solo la testa e i pollici. Orfano di padre e madre, vive da solo con la nonna ormai incapace di provvedere alle sue esigenze, in totale dipendenza da operatori sociali e volontariato. Manrico e' un ex giocatore della nazionale di hockey su sedia a rotelle, un ex Robocop, uno stonatissimo cantante, un assiduo frequentatore di social network. Manrico e' sarcastico, incisivo, provocatorio, sessuato, arrabbiato, ironico, sorridente, ridanciano. Manrico non e' solo questo. Sette giornate normali per Manrico e il suo operatore, Stefano, trascorse nel cuore di Roma, d'estate, in sella ad una carrozzina a motore, a fare slalom tra le macchine, arrampicandosi per i marciapiedi ostruiti, facendo tappa nei bar di Borgo Pio, nei ristoranti cinesi, a piazza San Pietro, fra i suonatori di strada di Campo De' Fiori, arginando in casa quel torrente in piena che e' la nonna, andando a vedere una partita della sua squadra di hockey per la prima volta da spettatore, in mezzo a tanti altri Manrico. Ma Manrico non e' solo questo. Che cos'e' un Manrico?

    Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

    4 La sensualità delle vite disperate

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    Il film di Saura è, innanzitutto, un film sensuale. E' la sensualità del tango che domina, accentuata dalla suggestiva fotografia di Storaro; una fotografia caratterizzata da colori forti, accesi, da fondali colorati che sottolineano i movimenti dei ballerini. Il film è soprattutto, ma non solo, qui, in questi colori, in questi movimenti, nelle note musicali che li accompagnano. L'esile trama del film è al loro servizio e tuttavia è caratterizzata da un notevole rigore. In fondo anche la trama riproduce i movimenti del tango, con la vicenda del regista dello spettacolo che, per un altro uomo, viene abbandonato dalla donna amata. Ma poi anche lui s'innamora di una donna che lascia un altro per seguirlo. Altro elemento fondamentale di "Tango" è il discorso su arte e vita, su finzione e verità. Il protagonista è un regista di uno spettacolo teatrale e a volte lo vediamo descrivere ciò che poi accadrà, non solo sul palcoscenico ma anche nella sua vita privata. Le vicende private del regista e dei personaggi a lui legati sembrano dunque essere "dirette" dall'alto e qui il film svela il suo meccanismo, il suo esser "finto". Ma non va dimenticata una sequenza di sconvolgente "realismo", quella che si riferisce al recente passato dell'Argentina, fatto di torture e fosse comuni, con tutto l'orrore che traspare nonostante, o forse proprio in virtù, dei movimenti stilizzati della danza. E' in ogni modo l'aspetto della finzione a prevalere: lo abbiamo visto nel personaggio del regista, lo vediamo nella stessa regia di Saura, nelle lente carrellate con le quali la macchina da presa riprende, grazie agli specchi, se stessa e i personaggi del film. Anche l'inquadratura finale è una carrellata della macchina da presa che si avvicina ad uno specchio, fino ad un suo primo piano, col suo occhio meccanico che registra, e dietro il quale non c'è nessun operatore, nessun uomo a dirigerne i movimenti.

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