La terza madre

Regia di Dario Argento

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2.5
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Un'antica urna viene dissotterrata per caso. L'urna contiene un'antichissima tunica e alcuni oggetti appartenenti a Mater Lacrimarum, la Terza Madre. Unica sopravvissuta delle tre madri, le tre potenti streghe che dalla notte die tempi seminano terrore e morte, Mater Lacrimarum si nasconde da secoli a Roma. Il suo risveglio scatena una serie di eventi misteriosi e terribili.

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.5 di 5 su 10 recensioni)

4.0 Mater Lacrimarum

Sono partita al contrario, dato che per ora ho solamente visto "La terza madre", ossia Mater Lacrimarum, ma comunque è un film che mi è piaciuto molto, con una bella trama intrigante, misteriosa e spaventosa! Tutto ha inizio con il ritrovamento a Roma di un'antica urna contenente una vecchia tunica ed alcune altre cose appartenenti ad una potentissima e malvagia strega, la madre delle lacrime. Proprio questo ritrovamento la desterà dal suo sonno dando inizio ad un susseguirsi di eventi tragici e violenti e c'è un solo modo per fermarli, ossia quello di ucciderla. Toccherà a Sara (Asia Argento) porre fine a tutto ciò, ma ovviamente non sarà semplice. Una pellicola che non mi è dispiaciuta affatto!

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5.0 Eccezionale

Questo è uno dei film horror più terrificanti mai prodotti nella storia del cinema. La successione delle scene e dei fatti è davvero incantevole con un finale davvero molto esaltante. Questo è il terzo e l'ultimo film della serie delle madri. Un film che dure più di un'ora ma capace di trattenere davanti allo schermo piccoli e adulti.

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3.0 Lacrime di sangue

Dopo Mater Suspiriorum (Friburgo) e Mater Tenebrarum (New York) è la volta di Mater Lacrimarum (Roma) . Si conclude così la trilogia horror iniziata con "Suspiria" e proseguita con "Inferno". Non c'è paragone che tenga, né col primo - un capolavoro - né col secondo - che pure è un buonissimo film. Nonostante ciò, rispetto ad altri "orrori di film" dell'ultimo Argento ("Il cartaio", "Ti piace Hitchcock? "), questo almeno mette dei sani spaventi (dai demoni nel museo alla strega giapponese).

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1.0 Un orrore di film

Sottoscrivo in pieno quanto affermato dagli altri recensori: il film è davvero orrendo! Terribile la recitazione degli attori (la palma dei peggiori va a Daria Nicolodi e al pur abitualmente bravo Udo Kier), scialba la trama, grottesco il look delle streghe, imbarazzante il finale, brutte la fotografia e la colonna sonora. A salvarsi è solo la violentissima sequenza in cui il sicario di Mater Lacrimarum uccide la strega "buona" e la sua compagna.

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1.0 L'ultima madre

Tristissima conclusione della trilogia iniziata da Dario Argento con lo splendido "Suspiria" e continuata col più modesto "Inferno", comunque notevolissimo a paragone di quest'ultimo capitolo. Che il regista non abbia più nulla da dire è cosa nota da anni; che ciononostante continui a voler fare film è un dispiacere per la maggior parte dei fan che l'hanno amato in passato; che riprenda e concluda la famosa trilogia proprio ora che il suo genio si è più che appannato è motivo di grande sconforto. Il film inanella una sequenza dopo l'altra senza suscitare nemmeno il minimo sindacale di quella tensione che ci si aspetta da una pellicola del genere, s'incarta in situazioni che a tratti sembrano prese da brutte serie televisive, sul modello di "Streghe", per poi concludersi con un finale che spinge al riso più che alla paura.

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2.0 La madre delle lacrime

(Quello che non si vede è la verita) Dario Argento è il re dell'horror italiano, su questo non ci sono dubbi. Ma purtroppo nel bel paese non è apprezzato come dovrebbe, forse perchè i suoi film hanno quel sapore di passato, di anni 70. O forse è colpa degli effetti speciali, rimasti fermi a prima del computer. Questo film è il terzo e ultimo capitolo della trilogia delle madri cominciata con Suspiria, e proseguita con Inferno. La storia non è complicata: il ritrovamento di un'urna risveglia una strega scomparsa da secoli, però la recitazione e la realizzazione vera e propria non sono totalmente all'altezza dei film moderni. Per veri amanti del genere.

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1.0 la terza madre

Se La figlia non è certo la miglior attrice nostrana a disposizione, Argento non è certo il regista di vent'anni fà. Và fatta eccezione per i fan e per gli amanti del genere orror anni 80, che forse (forse) potrebbero non rimanere delusi. Per il fruitore medio però questo film risulta mal fatto, mal recitato (Asia) e pessimo nel finale.

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4.0 eccellente!

Personalmente ho apprezzato molto questo film, ben realizzato ed intrigante.
Consiglio però una cosa: chi volesse acquistarlo dovrebbe vedere prima "inferno", sempre di Dario Argento. Poi capirete il perchè...

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2.0 La terza ciofeca

Ho rivisto recentemente alcuni dei primi film di Dario Argento, la trilogia delle bestie, Suspiria, Inferno, e mi sembra impossibile che un regista che ha sfornato simili perle abbia girato un film come La terza madre. Intendiamoci, anche quei film avevano parecchi difetti, primi fra tutti le inverosimiglianze della sceneggiatura; eppure, sarà stata la novità (era la prima volta che si vedevano film così cattivi e violenti), l’originalità della trama, la tecnica strepitosa, fatto sta che gli si perdonava tutto. Adesso, però, dopo trent’anni in cui questi difetti, invece di essere eliminati, aumentano costantemente da un film all’altro, non riesco più a trovare una giustificazione per il maestro Argento. Gli attori sono tremendi, Asia andrebbe quanto meno doppiata per renderla sopportabile, i dialoghi sono improponibili (“vammi a prendere il dizionario di aramaico e quello miceneo”, ah ah ah), le situazioni che dovrebbero essere drammatiche sono sviluppate con sciatteria (l’arrivo delle streghe a Roma dovrebbe essere spaventoso o inquietante? Con quelle sgallettate che fanno le boccacce?). Originale l’idea di far annunciare l’arrivo delle forze del male dalla scimmia; belli anche gli effetti speciali artigianali, che usano vere frattaglie, invece degli stramaledetti effetti computerizzati; qualche carrellata, qualche movimento di macchina che fa ricordare l’Argento del tempo che fu. Solo per questo due stelle invece di una. For die hard argentiani only.

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2.0 delusione

ALl'inizio è intrigante, interessante, ma poi finisce tutto troppo velocemente. A mio avviso doveva essere curata di più la parte finale.

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