Lo scafandro e la farfalla

Regia di Julian Schnabel

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Jean-Dominique Bauby, dinamico e carismatico direttore della rivista francese Elle, a causa di un ictus diviene improvvisamente disabile all'età di quarantatre anni, una malattia che rende inattivo il sistema cerebrale cambiando la sua vita per sempre. Superato un iniziale stato di coma, si risveglia per scoprire di essere vittima di una sindrome locked-in, mentalmente vigile ma prigioniero dentro il suo stesso corpo, in grado di comunicare col mondo esterno solo attraverso il battito della palpebra dell'occhio sinistro. Bauby riesce a costruire un ricco universo interiore con l'immaginazione e la memoria. All'Hospitale Maritime di Berck-Sur-Mer impara un alfabeto completamente nuovo, codificando le parole più frequenti del vocabolario francese. Queste parole, queste frasi, questi capitoli dolorosamente espressi lettera per lettera, raccontano la storia di una profonda avventura all'interno della psiche umana e della battaglia tra la vita e la morte. Questo alfabeto riesce a scardinare la prigione del corpo di Jean-Dominique, che lui chiama il suo "scafandro", e ad aprirgli sconfinati territori della libertà interiore, da lui chiamati la "farfalla".

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.6 di 5 su 5 recensioni)

5.0 Un capolavoro

Un'opera d'arte, un capolavoro questo film di Julian Schnabel che racconta la vita e il punto di vista di un malato terminale, costretto a letto, che non può muovere che un occhio. Diretto con uno sguardo originale, l'opera racconta di un ex-giornalista che si risveglia, dopo un'incidente, nel letto di un ospedale e che non riesce né a muoversi, né a comunicare. Un fantastico viaggio nei sogni, nella fantasia e nella libertà dell'individuo. Toccante, originale e per niente pesante questo film pieno di colori, musica e amore per la vita.

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4.0 Quando lo spirito si separa dal corpo..

A prova di grande umanità e intensità, Schnabel torna a presentarci una significativa opera per i nostri occhi. "Lo scafandro e la Farfalla" mostra in primo luogo, un livello artistico altamente elevato: il protagonista si risveglia dal coma interamente paralizzato. Il suo cervello è l'unica dimostrazione di vita dietro un corpo morto, privo di contatti con il mondo. E' la voce interiore che parla attraverso un occhio che rivela la brutalità di una tale condizione. E' un film lento e molto intenso, da guardare con gli occhi dell'anima, da prendere come spunto di riflessione su quello che potrebbe essere il senso della vita. Da ammirare e consigliare, poichè di opere come questa al mondo d'oggi, ce ne sono davvero poche.

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5.0 Lo scafandro e la farfalla

Tristissima e drammatica vicenda di un giornalista francese abituato ad una vita da cosmopolita che improvvisamente si vede costretto su un letto d'ospedale a dover riorganizzare tutta la propria vita.
Il titolo del libro e dello stesso film è azzeccato ed evocativo della condizione di quest'uomo che comunque riesce a rialzarsi di nuovo attraverso la sua validissima testimonianza.

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5.0 LO SCAFANDRO E LA FARFALLA

E' angosciante pensare di essere intrappolati in un corpo che non risponde più ai comandi, avendo la mente perfettamente lucida.
Anche Jean Do si ribella inizialmente alla nuova situazione, ma poi riesce a trarne vantaggio usando l'unico mezzo a disposizione, l'occhio, e dettando un libro che mette a nudo la sua anima.

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4.0 lo sguardo della malattia

Jean Do, redattore in carriera 40enne si sveglia da un ictus: riesce a muovere soltanto un occhio. E sarà proprio quest'ultimo a farci conoscere la vita di un uomo paralizzato.
La storia, vera, di una malattia irrecuperabile, narrata senza cercare facile commozione, realisticamente, con profondità, senza moralismi, entrando nella testa di un uomo che non ha più un corpo da comandare (lo scafandro) ma solo la sua mente (la farfalla).
Da vedere, perchè i pensieri, le paure, i rimpianti di Jean Do sono quelli di tutti noi.

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