Miracolo a Sant'Anna (Blu-ray)

Regia di Spike Lee

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Toscana, 1944. Quattro soldati neri americani rimangono bloccati in un piccolo paese al di là delle linee nemiche, separati dal resto dell'esercito, dopo che uno di loro ha rischiato la vita per trarre in salvo un bambino italiano. Asserragliati sulle montagne toscane con i tedeschi da un lato ed i superiori americani incapaci di gestire gli eventi dall'altro, i soldati riscoprono una dimenticata umanità tra gli abitanti del paese, insieme ad un gruppo di partigiani e grazie all'innocenza ed al coraggio del bambino italiano, il cui affetto dona loro un segnale di speranza per riuscire ad andare avanti.

Voto medio del prodotto:  2.0 (2 di 5 su 1 recensione)

2.0 Ridateci Castellari!

Si sa che Spike Lee, sotto il cappellino da tifoso di basket, cela un animo furente. Il suo tema più sentito sono le ineguaglianze razziali e i conflitti che ne derivano, e su ciò, dal suo punto di vista negli Usa, ha molto da dire e in genere lo fa bene mettendoci la giusta rabbia. Ma che accade quando muta prospettiva? Questo tristissimo film ce lo dice. Lo spunto è storico: il milione e passa di afroamericani sotto le armi durante la seconda guerra mondiale fu impiegato in servizi di supporto, perché giudicato inadatto al combattimento, tranne 15. 000 fanti ma gli ufficiali erano tutti bianchi e in gran parte razzisti inquadrati nella 92 divisione impegnata sul fronte italiano. Dopo un prologo nell'oggi in cui vediamo un vecchio negro ammazzare un pari età bianco, segue un flash back di due ore che spiega le ragioni dell'omicidio (vecchie cattiverie, per altro private da ogni pathos da un esilarante lieto fine) . In realtà, avevamo capito subito che si tratta della rivalsa di un soldato contro il superiore razzista responsabile della morte inutile di commilitoni colored. Il tutto narrato attraverso le improbabili vicende di quattro fanti dispersi dietro le linee nemiche. Non c'è banalità o luogo comune sugli italiani di ieri e di oggi che il regista non ci propini in questo interminabile film scritto malissimo e peggio diretto. Forse Lee sentiva troppo l'argomento e l'indignazione sacrosanta, ci mancherebbe deve averlo obnubilato. Tuttavia, resta il fatto che un'opera tanto mal fatta, anche tecnicamente, resta inspiegabile da parte di un regista di grandi meriti. Dispiace per lo spreco di soldi e attori, anche italiani. Enzo Castellari con metà di quel budget e dei nessuno come Bo Svenson e Michel Pergolani, chissà quanti film tipo "Quel maledetto treno blindato" avrebbe saputo girare. E divertendoci, si capisce.

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