Enrico V

Regia di Kenneth Branagh

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Il giovane Re inglese Enrico consolida il suo potere sconfiggendo i francesi nella battaglia di Agincourt. "Sapeva che la gloria, il potere e l'amore hanno un prezzo. Ed era pronto a pagarlo".

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5.0 Opera prima e capolavoro

Quando lo girò Branagh aveva 28 o 29 anni. E' il primo film della storia che tratta Shakespeare come uno sceneggiatore "normale" . E parla di guerra con un linguaggio visivamente moderno. La colonna sonora di Patrick Doyle è una delle più belle mai scritte per il cinema. Il cast comprende alcuni dei più grandi attori di teatro inglesi. Il testo si ispira non tanto - come erroneamente si crede - all'omonimo film di Laurence Olivier, quanto al "Chimneys at midnight" alias "Falstaff" di Orson Welles. La cosa più strana e incredibile di questo film deriva dal fatto che Branagh usa il testo in modo libero, appunto trattando Shakespeare come uno sceneggiatore qualsiasi, senza timori reverenziali. In particolare introduce pochi ma intensi e indovinati flash back estratti dall'Enrico IV, opera che costituisce l'antefatto dell'Enrico V. Sono solo 2 o 3 scene, ma i personaggi sono delineati talmente bene, che dopo averlo visto puoi sdraiarti sul tuo divano con l'Enrico IV (l'antefatto) in mano e visualizzarlo perfettamente mentre lo leggi, grazie alle immagini (ripeto, sono solo 2 o 3) che Branagh ha costruito. E con questo aiutino riesci a divorare d'un fiato un'opera lunga e molto meno leggera dell'Enrico V (il seguito). Mi raccomando, vedetelo anche in inglese! Il doppiaggio e la trduzione sono ottimi ma l'originale è sublime. Da ricordare, oltre al discorso di San Crispino (il più perfetto discorso motivazionale della storia della letteratura), un bellissimo e lunghissimo piano sequenza con Branagh-Enrico che cammina sul campo di battaglia pieno di morti, con un giovanissimo Christian Bale portato in spalla, e in sottofondo un "Non nobis domine" indimenticabile, cantato dall'autore (Patrick Doyle recita anche in questo film) e da un bellissimo coro.

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