Detenuto in attesa di giudizio

Regia di Nanni Loy

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Dopo sette anni trascorsi in Svezia, Giuseppe di Noi, decide di tornare in Italia con la sua famiglia. Alla frontiera, vittima di un errore giudiziario, viene portato in carcere senza nessuna possibilità di appello. È l'inizio di un inferni fatto di interrogatori e trasferimenti da una prigione all'altra prima di riacquistare la tanto agognata libertà.

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5.0 Detenuto in attesa di giudizio

Giuseppe Di Noi è un geometra emigrato in Svezia dove dirige la sua piccola impresa edile. Torna in Italia per passare le vacanze assieme alla moglie Ingrid, ma alla frontiera viene fermato senza alcun motivo e arrestato.
In carcere, nonostante la sua innocenza, scoprirà di essere accusato di omicidio colposo.
Solo dopo molto tempo, grazie anche all'aiuto della moglie, la sua innocenza verrà riconosciuta.
Con "Detenuto in attesa di giudizio" Nanni Loy si conferma uno dei migliori registi italiani di sempre.
Ottima la prova di Alberto Sordi che grazie a questa sua interpretazione vinse il David di Donatello come miglior attore protagonista.
"Detenuto in attesa di giudizio" è una commedia amara, di denuncia e nonostante il passare degli anni ancora attualissima.

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5.0 Un capolavoro

Un film che affronta un tema ancora attuale quello della giustizia, degli errori giudiziari. Dei detenuti, quelli che non possono appellarsi a grandi avvocati, che vengono sbattuti in galera e devono aspettare tra vessazioni e ritardi che non fanno della nostra giustizia un modello. Un grande Alberto Sordi che interpreta la parte di questo nostro connazionale emigrato all'estero con un buon successo torna in italia in vacanza e trova l'inferno. Un film da incorniciare.

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5.0 Colpevole fino a prova contraria.

Un ritratto dell'Italia di quei tempi, dove le lungaggini burocratiche carcerarie erano quasi paradossali, dove un detenuto poteva restare in carcere per lungo tempo senza avere sostenuto prima un giusto processo e senza che fosse stata emessa una sentenza di colpevolezza. In questo caso si commise un errore madornale, solo per un semplice infondato sospetto si incarcera una persona colpevole soltanto di essere tornato in Italia per una vacanza. Per molto tempo questo detenuto non verrà messo al corrente dell'accusa che lo ha incarcerato, per molto tempo subirà un carcere duro simile al carcere della Gestapo, subirà soprusi sia da parte dei compagni di prigionia che dagli stessi carcerieri. Passerà da un carcere all'altro fino ad essere rinchiuso in un manicomio. Per fatalità si scoprirà la sua innocenza, verrà scarcerato con un semplice: "Ci scusi ma Lei non ci ha mai detto nulla". Tornerà a casa sua, questo grave errore commesso dal sistema carcerario italiano gli ha sconvolto la vita, ha perso il lavoro e la sua gioia di vivere si trasforma in terrore, perderà inoltre l'orgoglio di essere nato Italiano.

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5.0 Non è cambiato molto!

Uno specchio spietato di quanto possa essere assurdo e crudele il nostro sistema giudiziario, invaso da una burocrazia asfissiante e da regole spesso improprie e che possono rovinare la vita ad una persona innocente come appunto è il personaggio interpretato magnificamente da Alberto Sordi.

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