Kapò

Kapò

Dettagli prodotto

EAN:
8032700998327
Supporto:

DVD

Anno di pubblicazione:
2007
Produttore:
CG Entertainment
Contenuti extra:
casting, commenti tecnici, commento audio, documentario, extra testuali, foto, interviste, manifesto originale, photogallery, provini, recensioni, speciale, trailers
Lingue:
Inglese, Italiano
Colori:
Bianco e nero
Anno di produzione:
1960
Area:
Area 2 (Europa/Giappone)
Durata:
118 minuti
Origine:
Italia
Sottotitoli:
Inglese, Italiano per i non udenti
Formati audio:
Dolby Digital 1.0 - mono, Dolby Digital 5.1
Codifica colore:
PAL
Acquistabile con o

Contenuto Kapò

Una ragazzina ebrea quattordicenne, è deportata con la famiglia in un campo di concentramento nazista. Qui impara a sopravvivere prima servendo la custode della sua baracca, poi diventando essa stessa una cinica custode, odiata dagli altri deportati.

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Recensioni degli utenti

3 di 5 su 2 recensioni

Cinema da riscoprire Di l. angelo - 30 marzo 2012

Una ragazzina ebrea viene deportata in un campo di concentramento nazista. Assalita dalla fame cronica, arriva a prostituirsi pur di sopravvivere, fino a rinnegare sé stessa, le sue origini e, soprattutto, il legame con le altre deportate, e a decidere di collaborare con i suoi carcerieri. Poi l'amore di un altro prigioniero la farà tornare sui suoi passi ponendo fine a questo lento processo di annullamento di sé. L'atmosfera che si respira è struggente, tanto che, dopo averlo visto, si rimane a pensare al film (ma in particolare al finale) , per un intero pomeriggio.

2 persone su 4 l'hanno trovata utile

Kapò: il primo passo verso il ricordo Di G. Giulia - 4 novembre 2010

Questo film ha come merito quello di aver dato inizio, per il cinema, al tema del ricordo e della consapevolezza della Shoah. Per quanto possa sembrare strano, i casi come quello di Primo Levi con "Se questo è un uomo" erano casi rari: si voleva dimenticare, non ricordare. Pontecorvo, quindi, dà voce alla Shoah e lo fa rendendo i suoi personaggi degli emblemi, delle personificazioni di ideologie e idee più che umani, di carne e sangue. Edith è la ragazza ebrea; Sacha è il russo; Karl è il nazista; e così via. Pontecorvo negli anni Sessanta inaugura un filone e anche se questa pellicola, a mio parere, non è delle migliori non se ne può fare una colpa al regista: erano altri tempi e ancora molto c'era da sapere. Quindi, seppur con qualche imperfezione storica e un po' di rigidità dei sentimenti (grandi assenti in favore delle ideologie suddette), il film è un punto di partenza per iniziare a ricordare. Lo consiglierei sicuramente per avere un'idea di quanto la strada verso la consapevolezza della Shoah sia stata lunga e tortuosa, anche per il cinema e i grandi registi.

3 persone su 5 l'hanno trovata utile