Due vite, una svolta

    Due vite, una svolta

    Regia di Herbert Ross

    • Prezzo: € 9.99
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    Voto medio del prodotto:
    5
    Prodotto non disponibile

    Dettagli del prodotto

    • Ean: 8010312064074
    • Supporto: Dvd
    • Produttore: Warner Home Video
    • Genere: Drammatico
    • Regia: Herbert Ross
    • Lingue: Francese,Inglese,Italiano
    • Colori: Colori
    • Anno di produzione: 1977
    • Area: Area 2 (Europa/Giappone)
    • Durata: 119'
    • Origine: Stati Uniti
    • Sottotitoli: Francese,Inglese,Italiano
    • Formato Audio: Dolby Digital 1.0 - mono
    • Sistema: PAL
    • Nazione: Stati Uniti

    Contenuto

    Due donne, un tempo compagne di studi all'accademia di danza, si rivedono dopo diversi anni: la prima è ora una casalinga con una bella famiglia, l'altra una ballerina famosa, ma sola. Le due si confrontano ed ognuna prenderebbe volentieri il posto dell'altra.

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    Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

    5 per intenditori! :)

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    Un film che tutti gli amanti del balletto non possono non apprezzare: con un giovanissimo Mikhail Baryshnikov (neanche trentenne) nel suo primo ruolo cinematografico, gran parte della compagnia dell'American Ballet Theatre e numerosi brani dei più celebri pezzi di repertorio (“Il lago dei cigni”, “Giselle”, “La bella addormentata” e “Don Chisciotte”, solo per citarne alcuni), interpretati in maniera sublime dal corpo di ballo e dai solisti. Baryshnikov, all'epoca già primo ballerino dell'ABT, non ha un ruolo da protagonista ma si fa notare eccome, già dalla bellissima scena con Leslie Browne (anche lei ballerina dell'ABT all'epoca) in un emozionante passo a due pieno di attrazione e passione tra i due. Le due protagoniste, Anne Bancroft (Emma) e Shirley MacLaine (Deedee), interpretano due amiche di vecchia data che frequentavano insieme la prestigiosa accademia di danza nella quale la prima fa ancora da punta di diamante, sebbene l'età cominci a forzarla ad appendere le scarpette al chiodo, ma che la seconda ha lasciato quando, rimasta incinta, ha deciso di porre la sua futura famiglia davanti ad una possibile carriera come ballerina. Rincontratesi dopo anni, ognuna troverà nell'altra qualcosa che le manca (la prima rimpiange di non avere altro che la motivi ad alzarsi la mattina se non le sue esibizioni e teme il momento, sempre più vicino, di abbandonare le scene; la seconda si chiede sempre più spesso se avrebbe potuto avere il radioso futuro dell'amica se non avesse messo su famiglia) e presto riaffioreranno molti rancori. Ma alla fine Emma dovrà rassegnarsi a passare da stella del palcoscenico a insegnante dietro le quinte, mentre Deedee vedrà con immenso piacere tutti i suoi sogni realizzarsi nel talento della figlia Emilia (Leslie Browne, appunto), che entrerà nella ex-compagnia della madre facendosi subito notare ed ottenendo presto ruoli di grande spessore.
    Per gli appassionati del balletto classico è inevitabile riconoscere immediatamente musiche e coreografie storiche, concentrandosi sulla perfezione di ogni singolo movimento degli interpreti: uno Yuri/Baryshnikov impeccabile del virile assolo de “Le corsaire”; una meravigliosa Browne nell'impegnativo ruolo di Quitri (la vedremo verso il finale esibirsi nel grand pas de deux del “Don Chisciotte” proprio con Yuri, nei lunghi rélevé su una sola punta e nei 32 fouettés finali) e, più astratta e sofisticata, nella coreografia inedita “Ellingtonia”; il corpo di ballo dell'ABT dalle linee perfette e con una simmetria delle posizioni sul palco e una sincronia della gestualità che quasi eguagliano la straordinaria precisione dei balletti russi.
    Una storia di nostalgia mista alle grandi speranze per il futuro della compagnia guidata dalle "nuove generazioni" di ballerini, intermezzata da frammenti di esibizioni meravigliose, messe in scena perfette, sui passi che grandi coreografi come Petipa, Ivanov e Balanchine hanno regalato alla storia. Meraviglioso, emozionante e soprattutto carico di quel fascino che solo il mondo del balletto può regalare, anche se visto attraverso uno schermo anziché dalla platea di un teatro.

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