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Il viaggio dolceProdotto non disponibile |
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ContenutoUna sera di aprile del 1836 giunge in una villa alle pendici del Vesuvio, accompagnato dal "signor cognato" dell'avvocato Ferrigni, padrone di casa, un ospite di riguardo. Per lui è stata preparata una stanza con una scrivania affacciata su una grande finestra, come a casa di suo padre. Ma chi è costui? Pochi indizi, sapientemente seminati nel testo, ne fanno intuire l'identità. È un uomo malato, sofferente, che sorride pacato e ama ascoltare racconti, leggende e canti di villanelle. È un poeta. Durante un soggiorno a Pisa ha sentito il suo cuore, che credeva morto, ridestarsi all'amore e poi di nuovo essere sconfitto dal pensiero della morte. Ama tornare col ricordo ai tempi passati, non solo quelli della sua giovinezza, ma quelli dell'umanità, e persino dell'universo. Le conversazioni che intrattiene riconducono a stretta e inevitabile lucidità senza costringersi a felicità esteriori. E in quei giorni, gli ultimi di pace prima dell'inizio del "viaggio dolce" che concluderà la sua esistenza, nuovi versi urgono dentro di lui...
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