La sceneggiatura originale del film "La tigre e la neve": il senso della poesia e dell'amore al tempo della guerra, in una favola piena di emozioni. Nei dialoghi del loro film, Roberto Benigni e Vincenzo Cerami hanno incastonato decine di citazioni letterarie - da Montale a Pound, da Hikmet a Neruda - che in questo libro vengono svelate per la prima volta. Introduce la sceneggiatura uno scritto inedito di Benigni che è anche un invito leggero al lettore a entrare a sua volta nel gioco meraviglioso dei rimandi e delle allusioni poetiche.
«Sceneggiatura ricca d’inventiva, dove tutte le scene sono velate di un delicato umorismo e dove è possibile leggerle nella loro interezza (il film ha apportato alcuni tagli).
Interessantissimo “il gioco” dei rimandi e delle allusioni poetiche.
Il punto più debole della sceneggiatura de "La tigre e la neve" è il salto che permette ad Attilio di tornare in Italia: il pretesto dell’avvocato che gli fa passare una notte in prigione stordisce e per un attimo non ci si orienta, ma il finale regalerà tutta la dolcezza di un evento inaspettato, lasciandoci stupiti proprio come una tigre sotto la neve.»