La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi

di Paolo Giordano

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Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

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Commenti degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 23 recensioni)


2.0Deludente!, 19-05-2011
di L. Fanucchi - leggi tutti i suoi commenti

«Il romanzo promette bene all'inizio della lettura ma diventa sempre più lento. I personaggi sono molto interessanti ma non vanno da nessuna parte letteralmente, sono fermi, non si evolvono... In sostanza non succede niente. Mi aspettavo di più da un premio strega a livello di trama. Ma la scrittura è molto scorrevole e piacevole. Sicuramente leggerò altri suoi romanzi.»

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4.0Libro consigliato! , 29-03-2011
di T. Righi - leggi tutti i suoi commenti

«Tanto pubblicizzato e tanto amato. Un libro che mi ha molto colpito anche dal modo di scrivere dell'attore e dalla trama. Davvero consigliato per gli amanti di questo genere.»

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3.0Consigliato, 25-03-2011
di M. Mandolini - leggi tutti i suoi commenti

«Finalmente un libro così publicizzato (eper esperienza la pubblicità non corrisponde alla qualità) che non delude le aspettative, almeno in parte. C'è la forma e lo stile, che spesso latitano negli autori emergenti, ma soprattutto c'è la sostanza, c'è un'idea di partenza intrigante. Consigliato.»

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4.0Pregnante, ma forse non per tutti..., 29-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di M. Strelow - leggi tutti i suoi commenti

«L'intreccio non è dei più probabili, o forse si, chissà. In ogni caso non capita così spesso che due persone con i destini e le storie dei due protagonisti si incontrino e si "accompagnino" a vicenda nelle proprie vite, come accade nel romanzo.
Vero è che le vicende che ognuno di noi si porta dentro hanno una valenza dalle caratteristiche assolutamente individuali, non ripetibili per altri individui.
Leggere una storia come quella dei due "numeri primi" può condurre a svelare chiavi di lettura di tanti vissuti (del proprio in primis) , essere quindi preziosa. Tuttavia non lo ritengo un romanzo per tutti per quell'assenza di speranza e di riconciliazione con il mondo e con il proprio passato, che trovo caratterizzi inevitabilmente i due protagonisti. Ma si sa, ogni lettura è un mondo a parte, e ognuno lo scopre a modo proprio.
»

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3.0Non eccezionale, 22-11-2010
di N. Moscato - leggi tutti i suoi commenti

«Una storia affascinante che parte da un'idea tutta matematica, i numeri primi divisibili solo per 1 e per se stessi. Un'ottima base sulla quale l'autore crea un dedalo di mondi e di vite diverse ogniuna con i suoi drammi. A tratti la narrazione si fa scontata o ingenuamente grottesca, più simile ad un libro tratto da un film che il contrario. Un'idea che poteva essere "sfruttata" meglio, peccato.»

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5.0Vite paralelle, 20-11-2010
di A. Menale - leggi tutti i suoi commenti

«Racconto di vite parallele, quelle di Alice e Mattia nell'intreccio di vicende a volte dolorose, quelle che segnano l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta. Profondo.»

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4.0Ho scoperto un nuovo autore!, 11-11-2010
di D. Marasco - leggi tutti i suoi commenti

«Leggo malvolentieri,di solito,nuovi autori..solo quando,quelli che preferisco,non hanno pubblicato nulla e..sono a corto di libri!Così,è capitato che mi sono convinto ad acquistare questo libro!Non mi ha affatto deluso!Si legge facilmente e,non nascondo di essere stato così appassionato,da aver trascurato tutto il resto per leggerlo integralmente in una serata/nottata!E' avvincente e i personaggi ti riservano continui colpi di scena!Mi ha deluso un pò solamente il finale:forse perchè siamo stati abituati troppo al romanticismo dalla televisione!Va bene così,Sig.Giordano..continua a pubblicare e io a leggere...»

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2.0per tutti coloro che si sentono numeri primi, 01-11-2010
di S. Anzanello - leggi tutti i suoi commenti

«
Dal testo:
"i numeri primi sono divisibili soltanto per 1e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schicciati come fanno tutti fra due, ma un passo in la rispetto agli altri. sono numeri sospettosi e solitari...." .... Certe volte pensava che in quella sentenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolaticome perline infilate in una collana. Altre volte sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numero qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci."

Consiglio questo libro a tutti coloro che si sentono un po' numeri primi, oppure a chi non ha ancora capito quale sia la sua origine. Personalemente non sono stata molto soddisfatta di questa lettura che tanto mi avevano acclamato. Forse perchè non mi rispecchia e quindi non sono riuscita ad interpretarla nel modo giusto.
Però c'è una frase, una grande verità che vale per tutti i numeri:
"Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante".
»

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5.0LA NARRAZIONE CHE TI CONQUISTA!!, 29-10-2010
di F. Pastore - leggi tutti i suoi commenti

«I primi capitoli danno la netta sensazione di una narrazione ostica, difficile seguire il filo della storia. Poi man mano che si presentano i personaggi e si snocciolano i capitoli, tutto diventa fluido scivolando davanti agli occhi del lettore come un vero e proprio film. Le descrizioni degli oggetti, dei corpi, dei sentimenti sono così precise, profonde e penetranti da far sentire il lettore immerso nella storia, fargli vivere in prima persona le sensazioni ed emozioni dei personaggi. Chi legge ha l'impressione che quello scritto possa scaturire dalla penna di scrittore “anziano”. Invece no. Paolo Giordano ha ventotto anni!.
Non voglio anticipare il finale, che, pur essendo triste ci insegna moltissimo...............
Anche questa volta il segnalibro ci sarà di pochissima utilità: io l'ho terminato in cinque giorni!
Buona lettura a tutti
»

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4.0Opera prima, 18-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di B. Ernesta - leggi tutti i suoi commenti

«Libro di esordio di un giovane scrittore. Un'ottima opera prima da cui hanno tratto anche un film. I ritmi del libro sono fin troppo veloci, pregni d'angoscia. Sicuramente il libro è migliore del film.»

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4.0romanticismo moderno, 13-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di I. Giarratano - leggi tutti i suoi commenti

«una storia farcita di dolore e dramma.A qualcuno potrebbe non piacere,del resto c'è chi odia Leopardi...Se siete persone sensibili lo apprezzerete,altrimenti vi annoierete non capendo la profondità dei sentimenti descritti magistralmente da Giordano.Premio Strega meritato.»

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4.0Un libro che si fa leggere, 10-10-2010
di V. Menale - leggi tutti i suoi commenti

«Malinconico, triste e spesso straziante, un libro che ripercorre la crescita di due individui segnati da esperienze terribili e apparentemente condannati alla solitudine. Lascia volutamente l'amaro in bocca anche se la parte in cui sono adulti l'ho trovata meno sostanziosa ed incisiva. Non male come prima prova di un ragazzo di 26 anni che nella vita fa il fisico!»

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