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Voto medio del prodotto:
(3.1 di 5 su 42 recensioni)
Estremo25-05-2011 | ritenuta utile da 1 utente su 2
di A. Ciancio | leggi tutti i suoi commenti
Un libro crudo, spietato ma così reale da fare paura. Sembrano delle esagerazioni le vite dei personaggi, ma credo che non ci sia altro modo di esagerare per far conoscere questo tipo di vicende. Un romanzo che mi ha lasciato uno strano dolore allo stomaco, ma anche mi ha fatto pensare a quanto in realtà i numeri primi siano comuni
Incantevole18-05-2011 | ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Sileo | leggi tutti i suoi commenti
Un romanzo crudo, cinico ma reale ed estremamente coerente.
Pagine pulsanti e vive da cui traspaiono il masochismo e l'egoismo a cui l'uomo è irrimediabilmente votato; righe d'inchiostro narranti la pesantezza assoluta dell'inevitabilità umana.
Un romanzo incantevole. Per me. Perché il rapporto tra Alice e Mattia lo è senza dubbi.
Nulla di sdolcinato, romantico, favolistico. Solo un incontro. Un incontro tra anime lontanissime eppure estremamente legate. Due anime che sarebbero state in grado di salvarsi se solo avessero avuto il coraggio di sorreggersi a vicenda.
Due anime. Due anime distrutte ma forti, insieme. Due anime che alla fine hanno deciso di dirsi addio nonostante avessero bisogno l'una dell'altra.
Non scorderò mai il vuoto provato leggendo quell'ultima pagina.
Non lo scorderò. Assieme allo zoppicare strascicato di Alice ed alle bianche cicatrici d'avorio di Mattia. Da leggere ASSOLUTAMENTE.
Aspettative...06-05-2011 | ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. Coccia | leggi tutti i suoi commenti
Il "battage pubblicitario" imponente, il successo riservato da critica e pubblico e il meraviglioso titolo, creano enormi aspettative che, indubbiamente, il romanzo non riesce a soddisfare appieno.
Nonostante ciò, i temi dell'inadeguatezza e della solitudine sono ben miscelati e, soprattutto, un giovane lettore potrà apprezzare la lettura.
Deludente14-12-2010 | di A. Carosi | leggi tutti i suoi commenti
Ho iniziato questo romanzo con tante aspettative e invece sono rimasta delusa. Dopo un buon inizio, man mano che proseguivo, mi annoiavo sempre di più.
Secondo me non merita tutti i tributi assegnati
La solitudine dei numeri primi22-11-2010 | ritenuta utile da 2 utenti su 3
di G. Mucci | leggi tutti i suoi commenti
Assurdo, un libro osceno, scorrevole ma con una scrittura elementare non mi ha lasciato nulla. Il Premio Strega è stato regalato!
niente emozioni nè colpi di scena21-11-2010 | ritenuta utile da 1 utente su 2
di E. Fabbri | leggi tutti i suoi commenti
Sarà che non l'ho capito fino in fondo, ma non capisco come possa essere diventato così famoso un libro del genere...
Niente colpi di scena, la trama è piatta e banale... Se leggo un libro vorrei eviare di deprimermi..
Un po' meno soli12-11-2010 | di I. Mignano | leggi tutti i suoi commenti
E' un libro che lascia un retrogusto di amarezza per esistenze che si sfiorano, si compenetrano in alcuni momenti, ma non riescono a fermare l'attimo. La storia conquista e si prova quasi il desiderio di entrare nella vicenda per orientare l'azione dei personaggi... E spingerli un po' più vicini, senza paura.
Una diversità che unisce ma non del tutto08-11-2010 | ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Gaeta | leggi tutti i suoi commenti
Due storie difficili quelle di Alice e di Mattia, due mondi chiusi in se stessi che non comunicano, all’universo che li circonda, i pensieri e i sentimenti che turbano e affollano le loro anime. In famiglia, a scuola, al lavoro, tra gli amici i due protagonisti sono consapevoli di essere diversi dagli altri ed è questa consapevolezza che alza, ancora di più, i muri del loro isolamento. Ciò che accomuna Alice e Mattia è proprio questa introversione, il senso profondo di sentirsi inadeguati, l’essere soli ed emarginati. La corazza, che ognuno di loro, per motivi e cause diverse, si è costruita per difendersi dal mondo è in realtà la stessa.E’ per questo che ad un certo punto delle loro esistenze, precisamente nell’adolescenza, Alice e Mattia, si sono riconosciuti nelle loro reciproche solitudini, strettamente uniti eppure inevitabilmente divisi, così incompleti eppure compiuti l’uno nell’altra, proprio come i numeri primi gemelli. E il titolo ne rispecchia la tematica. Personalmente penso che il titolo, in questo caso,oltre ad essere originale, intenso e suggestivo, in grado di catturare l’attenzione del lettore, rispecchia pienamente con una metafora il senso di tutto il romanzo.
Una storia struggente quella di Alice e Mattia dal finale non sicuramente “lieto” come tanti si aspettano sempre, pretendendolo quasi, dai libri come dai film: ma quel genere di finale è fatto per le favole, e non certo per un libro come questo che vuole a tutti i costi restare attaccato alla realtà.Una vera fine o un inizio? Per questo invito ad una lettura attenta del libro e in particolar modo delle ultime pagine, cercando di andare oltre la fine descritta dall’autore, ma bensì guidarla dove si vorrebbe.
insomma07-11-2010 | ritenuta utile da 1 utente su 2
di A. Giordano | leggi tutti i suoi commenti
devo ancora capire perchè questo libro continui a riscuotere così un grande successo...sinceramente l'ho trovato molto deludente rispetto alle mie aspettative
bello28-10-2010 | ritenuta utile da 1 utente su 2
di L. Beltrami | leggi tutti i suoi commenti
Ho letto questo libro dopo qualche hanno dall'uscita e devo dire che mi è piaciuto molto ed è veramente una storia commovente e molto bella
angosciante ma imperdibile!24-10-2010 | ritenuta utile da 1 utente su 3
di D. Scaglia | leggi tutti i suoi commenti
drammaticamente crudo e vero, cattivo e spietato, triste ma poetico, una storia che tutti avremmo voluto scrivere, forse anche per poter offrire un finale di speranza, ma in fondo e' giusto cosi', e piu' coerente con la storia di queste due anime sperdute, che hanno avuto una chance di trovarsi e forse l'hanno perduta...da leggere ASSOLUTAMENTE!!
La solitudine dei numeri primi11-10-2010 | ritenuta utile da 1 utente su 1
di T. Spilotros | leggi tutti i suoi commenti
Libro scritto in modo incantevole e meravigliosamente triste anche se lo immaginavo decisamente meglio data la "troppa" pubblicità. Ma vale la pena di leggerlo.
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