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«Si ammazza troppo poco». I crimini di guerra italiani. 1940-43Prodotto non disponibile |
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Contenuto"Si ammazza troppo poco", ammonisce nel 1942 il generale Mario Robotti, comandante dell'XI Corpo d'Armata italiano in Slovenia e Croazia, e il suo diretto superiore Mario Roatta rincara la dose: "Non dente per dente, ma testa per dente". Nello scenario drammatico dei Balcani, dove l'aggressione italo-tedesca si intreccia con le esasperazioni della guerra civile e delle contrapposizioni etniche, l'Italia fascista reagisce alla resistenza jugoslava, albanese e greca con brutale durezza: rastrellamenti, villaggi incendiati, esecuzioni sommarie, internamento di migliaia di civili. In questo libro l'autore affronta il tema dell'Italia imperiale (1940-43) e quello dei 1857 ufficiali e soldati di cui fu chiesta l'estradizione per crimini di guerra.
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