Il prelievo di avifauna acquatica nelle zone umide della «zona lagunare e valliva» della regione del Veneto

Il prelievo di avifauna acquatica nelle zone umide della «zona lagunare e valliva» della regione del Veneto

di Massimo Benà, Giampaolo Rallo

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Le zone umide sono sempre più minacciate da siccità, desertificazione, bonifiche, trasformazioni antropiche e inquinamento, e la loro conservazione diventa impegno primario. Le valli da pesca sono tra i principali siti di sosta, alimentazione e svernamento di uccelli acquatici; hanno pressione antropica di norma limitata rispetto a zone umide circostanti dove, invece, gli acquatici possono risentire della pressione venatoria essendo sensibili al disturbo. Specie ad alimentazione preferibilmente "erbivora" (fischione o canapiglia) esigono molte ore di sosta continua per alimentarsi e tempi nettamente superiore a quelle più "granivore". Conservare gli habitat con tecniche gestionali equiparabili a quelle delle aziende vallive può concorrere verso il bisogno primario, per l'avifauna mediterranea, di avere condizioni ottimali di nidificazione, sosta, svernamento e alimentazione. Solo così le restanti zone umide salmastre, quando non sottoposte ad altre forme di tutela, possono assumere quell'importanza faunistico-ambientale che avevano nel passato. Lo studio fornisce riflessioni e proposte gestionali rivolte alla tutela delle risorse cinegetiche.

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