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L' ora di Praga. Scritti sul dissenso e sulla repressione in Cecoslovacchia e nell'Europa dell'Est (1963-1973)Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi |
 (puoi sempre toglierlo dopo) |
ContenutoSono tornato da Praga con disperazione e con rabbia. Dopo aver vissuto per due mesi le speranze e le apprensioni di un popolo, alla cui cultura ho dedicato gran parte della mia esistenza. Tanto pių amaro č il mio ritorno in quanto questo magnifico popolo č stato offeso e schiacciato dall'esercito di un altro paese, della cui letteratura io sono da lunghi anni testimonio ed amico in scritti e lezioni. Č la fine d'agosto del '68 quando Angelo Maria Ripellino, un anno prima inviato a Praga dall'"Espresso" per seguirne la "primavera", ne viene scacciato dai cingoli sovietici: che a quella speranza di rinascita, e di un dialogo finalmente aperto fra i due versanti del continente funestato dal Muro, hanno messo brutalmente la mordacchia. Č la fine del "socialismo dal volto umano", ideale appartenuto anche all'intellettuale Ripellino; e l'inizio di una ventennale traversata nel deserto delle contrapposte ideologie. Le parole di Ripellino costituiscono almeno un'appassionata testimonianza in favore della coscienza, appunto, della letteratura e dell'arte. Valore inattuale quanto irrinunciabile: allora come quarant'anni dopo.
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