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(5 di 5 su 1 recensione)
INTELLIGENZA EMOTIVA08-11-2010 | ritenuta utile da 3 utenti su 4
di A. Lo verme | leggi tutti i suoi commenti
Intelligenza emotiva è il titolo di un saggio di Daniel Goleman, insegnante di psicologia ad Harvard e collaboratore scientifico del New York Times. E’ composto di 354 pagine, escluse le note esplicative.
E’ un saggio molto interessante con cui l’Autore, con un linguaggio sempre chiaro e nel contempo suffragato da esaurienti argomentazioni scientifiche, sottolinea l’importanza di un altro tipo d’intelligenza, quella emotiva appunto, ignorata rispetto a quella tradizionale che invece è finanche quantificabile tramite il classico, e per certi versi fascinoso, QI. L’intelligenza emotiva si può definire come l’insieme di attitudini a riconoscere, denominare, esprimere e gestire vantaggiosamente le proprie emozioni, e a riuscire così a creare le premesse per un’esistenza più consapevole, piacevole e, perché no, più felice. Di essa ad esempio fa parte l’empatia, la capacità di comprendere i sentimenti altrui e di entrare nel loro punto di vista; capacità necessaria per acquisire quel senso umanistico che porta al rispetto, alla benevolenza altruistica e all’elaborazione della morale in definitiva.
Soprattutto negli Stati Uniti, fra gli psicologi comincia lentamente a farsi strada un concetto nuovo, quello di “alfabetizzazione emozionale”, che a cominciare dalle istituzioni scolastiche sarebbe opportuno affiancare didatticamente a materie tradizionali come la matematica, la grammatica, la geografia ecc.. Adeguati corsi sperimentali in alcune scuole americane atti a migliorare la “competenza emozionale”, a cominciare dai bambini fin dalle primissime classi e oltre, hanno contribuito ad elevare il rendimento scolastico e a far diminuire tutta quella serie di problematiche connesse “all’ignoranza emotiva”, che sono: il disagio esistenziale, la sofferenza psicologica quali l’ansia e la depressione, la violenza, il crescente consumo di droghe e di alcool e la criminalità dilagante nei giovani, dei quali si abbassa inquietantemente sempre più l’età delinquenziale.
L’amigdala, sede della memoria emotiva, è una ghiandoletta a forma di mandorla situata sopra il tronco cerebrale. Essa fornisce gli impulsi per così dire, ancestrali e irrazionali, indispensabili, soprattutto ai nostri lontani progenitori, per reagire agli stimoli in tempi rapidissimi: ad esempio, con l’attacco o la fuga di fronte a un pericolo. Oggi quelle stesse reazioni risultano spesse volte inappropriate ed esagerate rispetto al nuovo contesto civile, e producono violenza, ansia, stress e disagi ormai disutili per l’individuo e la società. E’ auspicabile che sistema limbico e neocorteccia, o cuore e cervello, come tradizionalmente si immaginano le due principali caratteristiche umane, collaborino fra loro per raggiungere l’armonia ideale per una pacifica convivenza civile.
Insomma, il libro di Goleman sembra dire che essere intelligenti emotivamente significa essere più umani, maturi e abili nel creare quelle basi su cui poggiare solidamente e serenamente, innanzitutto il rapporto con se stessi e poi qualsiasi altro rapporto: quello tra genitori e figli, quello di coppia, quello che si stabilisce nelle amicizie, nel mondo del lavoro, in quello scolastico e in qualsiasi altro ambito. Un messaggio di speranza in una società che sembra correre per gran parte sulla strada “dell’ignoranza emotiva”.
Angelo Lo Verme
