Le vite degli altri

Regia di Florian Henckel von Donnersmarck

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A Berlino Est nel 1984, nel clima di terrore creato dalla polizia di stato, la famigerata Stasi, il drammaturgo Georg Dreyman e la sua compagna, l'attrice Christa-Maria Sieland, sono considerati fra i più importanti intellettuali dal regime comunista. Ma il ministro della cultura, vedendo uno spettacolo di Christa-Maria, se ne innamora e dà l'incarico al migliore agente della Stasi di spiare la coppia. Con i sofisticatissimi sistemi di intercettazione l'agente HGW XX/7 entra nelle loro vite registrando ogni loro passo, ogni loro parola, fino a interferire con le loro azioni. Ma l'intreccio tra le vite degli altri e la sua finisce per stravolgere il destino di tutti.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 9 recensioni)

4.0 Le vite degli altri

La Germania dell'Est è solo un ricordo storico, almeno per noi italiani. In questo film, invece, è narrata tutta la tensione di quegli anni, il controllo esercitato sui cittadini da parte di uno stato per il quale la libertà personale non era un diritto rivendicabile. Questa pellicola parla di amore, politica e incertezze, e proprio una di quelle incertezze salverà vite umane. E poi, il film parla anche di quel Muro, della sua caduta, della fine di tutto questo. Incredibile ma vero. Un film che appassiona, fa arrabbiare ma anche riflettere, ed è questo l'aspetto più importante. Consigliato!

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3.0 La voce della coscienza

La Stasi, il ministero della sicurezza di stato della DDR, incarica il migliore dei suoi agenti (HGW XX7) di spiare il più importante intellettuale della Germania est. Il paziente lavoro di ascolto di tutto quello che avviene fra le mura domestiche dell'ignaro scrittore provoca un cambiamento nella spia: HGW XX7 viene conquistato dalla profondità della sua vittima e dalla tenera intimità che vive quotidianamente con la sua compagna, cose che fanno vacillare le sue convinzioni. Il suo compito è quello di segnalare, dunque impedire, ogni anelito di libertà ma sarà proprio la voglia di libertà ed il grande coraggio delle persone che frequenteranno la casa dell'intellettuale a contagiare la spia, che si renderà conto che, per spiare le vite degli altri sta rinunciando a vivere la propria (lo si nota dai dettagli: HGW XX7 legge una poesia disteso sul divano) . L'atmosfera surreale che si respira rende ragione di un clima di sospetto e di paura che portarono alcuni alla fuga, altri al suicidio e i più alla rassegnazione. Da notare come l'anno di ambientazione della storia sia il 1984, forse un giusto omaggio a George Orwell, che nella sua opera 1984 provò ad immaginare quello che poi la DDR sperimentò per fortuna solo in parte.

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5.0 Le vite degli altri

Grande capolavoro senza fronzoli e senza patina, un film che scava nell'animo e porta lo spettatore a riflettere. Un film che parla del coraggio di cambiare anche se questo significa, come nel caso del comandante protagonista, andare contro a tutti i principi di una vita nel momento in cui questi decadono dentro di noi e ci portano solo al rimorso.

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4.0 Vite spiate

La vita vissuta nell'ex Germania dell'Est agli inizi degli anni '80, con la famigerata Stasi (di cui fa parte il protagonista del film) che controlla implacabile ogni movimento delle persone. Un film duro e rigoroso, ma che sa anche dare il giusto spazio alle emozioni, gratificato da una pioggia di premi culminati con l'Oscar quale migliore pellicola straniera. Grandissimo il protagonista, Ulrich Muhe, purtroppo prematuramente scomparso.

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5.0 Uno dei più bei film degli ultimi anni

Intelligente e commovente, la storia di questo film ti coinvolge fino alla commozione. Bravissimi gli attori, in particolare colui che spia "le vite degli altri": già solo l'espressione dei suoi occhi meriterebbe il premio della critica.

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5.0 bellissimo film

un film che porta a conoscere un pezzo di storia recente, che è terribile quanto sia vicino ai giorni nostri, ma che sembra raccontare un'altra epoca. Politica e spionaggio, ma soprattutto un racconto fedele di un periodo oscuro della storia raccontato attraverso la vita di personaggi in bilico. E l'oscar è stato meritatissimo.

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4.0 Buon film

"Le vite degli altri" è un film storico per niente pesante o scontato, che fa riflettere e tocca molti punti interessanti. Bellissime le atmosfere e una nota di merito agli interpreti.

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3.0 Commovente anche se banale

Decisamente commovente, il film di von Donnersmarck offre una rappresentazione storica della situazione della Germania dell'Est di cui si insegna e si sa ancora poco (tranne qualche spunto grazie a "Goodbye Lenin").
Ad una prima visione, ed un primo impatto, la storia colpisce e scuote emotivamente. Ciononostante l'impressione è quella di una contrapposizione stereotipicamente netta tra buoni e cattivi, dove i cattivi sono cattivi fino infondo (perchè consumati dal desiderio di potere, di denaro o di piaceri) ed i buoni suono buoni di natura e si battono per la giustizia e la libertà (e finiscono irrimediabilmente nei guai o morti ammazzati). Poi, come in ogni storia di questo tipo, ci sono i personaggi di mezzo, quelli che diventano da cattivi a buoni e da buoni e cattivi. Ma sono i primi i veri protagonisti ed i veri esempi morali, che finiscono con il risolvere situazioni critiche e salvare i buoni dai cattivi.
Un film nelle righe, dalla regia particolarmente neutra, un linguaggio accessibile e leggermente scontato. Comunque sia una storia toccante e tutto sommato un’interessante proposizione di temi nuovi nella letteratura cinematografica contemporanea.

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5.0 da vedere senz'altro

Uno dei film più belli degli ultimi anni. Trascinante e commovente pur restando estremamente asciutto. Arriva alla pancia dello spettatore anche se si rivolge alla mente. Ricrea in maniera quasi tangibile il clima ansiogeno del regime della Germania est.

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