Vajont

Regia di Renzo Martinelli

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Il 9 ottobre 1963 alle ore 22.39 dal monte Toc, che in dialetto friulano vuol dire "marcio, friabile" si staccano 260 milioni di metri cubi di roccia che si riversano nel lago artificiale formato dalla diga ad alta curvatura più alta del mondo. Progettata dall'ing. Semenza, la diga sul torrente Vajont, alta 263 metri, tra le montagne a nord di Belluno, doveva portare l'elettricità in tutte le case del nostro paese. La giornalista dell'Unità Tina Merlin per anni, sulle pagine locali, aveva denunciato i pericoli, le omissioni e i silenzi, ma pur di vendere gli impianti all'Enel si minimizza e si preferisce credere all'anziano geologo Giorgio Dal Piaz piuttosto che al giovane geologo Edoardo Semenza, figlio del progettista della diga. Nessuno comunque era arrivato ad immaginare che la frana avrebbe formato un'onda alta 250 metri e che 50 milioni di metri cubi di acqua avrebbero formato un gigantesco fungo liquido che piombando sulla valle avrebbe spazzatro via tutti i paesi sottostanti provocando la morte di 2000 persone.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 5 recensioni)

5.0 Bel film di una terribile tragedia

Un film veramente ben riuscito.
Ottima interpretazione da parte degli attori, in cui troviamo una bravissima Laura Morante nella parte della giornalista de l'Unità, Tina Merlin, che tenta di aprire gli occhi alla gente scrivendo contro la SADE (Società Adriatica Di Elettricità) .
Un'ottima ricostruzione di una tragedia annunciata.

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5.0 Tragedia annunciata.

Prevedibile perche' prevista, non evitata perche' non c'e' ragione che tenga davanti ad uno stratosferico guadagno di denaro. Una diga perfetta per costruzione, ad oggi e' praticamente ancora intatta nonostante la catastrofe, costruita pero' nel luogo sbagliato. Il Monte Toc, che nel dialetto locale significa marcio, un monte che gia' creava problemi, anche se di modeste dimensioni per via della sua struttura geologica prima di questo progetto innovativo e costosissimo. Una diga da costruire in fretta perche' va venduta in fretta all'Enel, segnali preoccupanti per il territorio di tutta la zona circostante gia' durante la sua costruzione, figuriamoci con gli invasi, riempire di enormi quantita' di acqua un monte che gia' frana da solo (bagnare i piedi al gigante). Voci di seri pericoli che cadono nel vuoto, esperimenti che dimostrano come questa diga minaccia in mondo reale e grave la popolazione e l'ambiente, tutto inutile, prevalgono potere e denaro. E poi il disastro, la frana gia' annunciata, quella frana divenuta per natura, complice di quella diga artificiale che, con la sua ondata di piena, spazzo' via interi paesi e sepolte vive migliaia di persone. Certo, si attribuiscono le responsabilita' i processi e le lievi condanne, puo' questo bastare a ridare pace ai famigliari di queste vittime? Puo' questo ridare vita a quei paesi e alle loro tradizioni popolari seppelliti invece sotto una coltre di acqua e fango? Una diga che avrebbe portato progresso e ricchezze secondo i costruttori, una diga che porto' soltanto devastazione morte e dolore.

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5.0 Vajont

Questo film narra di una tragedia avvenuta realmente.
La morte di tutte quelle persone, poteva essere evitata, solo che c'erano troppi interessi in gioco e purtroppo, gli affari valgono più della vita.
Ho provato rabbia e impotenza, mentre si susseguivano le scene.
C'è spazio anche per una storia d'amore, letteralmente spazzata via dall'onda di fango che si è abbattuta sul paese.

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5.0 una tragedia umana

quante persone sono morte in quell'episodio? quanti sbagli ha commesso l'uomo in tutta la sua esistenza? quante volte l'uomo non ascolta l'uomo? A me questo film fa piangere e mi fa riflettere su tutti gli sbagli che tutti gli uomini fanno...

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5.0 Il dramma della tragedia

Bel film su una delle tante (troppe) tragedie tipicamente italiane che purtroppo sconvolgono, sdegnano......... ma non insegnano niente visti gli scempi che vengono di continuo perpetrati nei confronti della natura.

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