Texas

Regia di Fausto Paravidino

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Un gruppo di amici si ritrova ogni sabato sera nella villetta di Elisa. Bevono qualche bicchiere, scherzano, demoliscono la casa, fanno tutto quello che devono fare per non accorgersi che stanno un diventando grandi. Tutti quanti vivono nella grande periferia, una periferia così lontana dalla città da non potersi quasi chiamare periferia. Nell'arco di pochi mesi si consuma per il gruppo il brusco passaggio dall'adolescenza all'età adulta tra rancori, paure e insicurezze.

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3.0 Texas, Piemonte

Secondo il mio modesto parere, "Texas"è uno dei film italiani più riusciti degli ultimi anni ed è forse l'unico che mi ha riguardato molto da vicino, data la sua ambientazione spaziale. Il "Texas" del titolo infatti assomiglia molto al "Texas" delle mie parti (che poi non sono molto lontane dalle "parti" del film). Il film infatti è stato girato in provincia di Alessandria, a Ovada credo, che dista solo qualche decina di chilometri dalla provincia novarese. Con questo titolo, alludendo allo stato del sud degli States, credo che il regista abbia voluto riferirsi ad un ideale ma vago luogo di frontiera dove gli abitanti non sanno se integrarsi e rimanere oppure se ribellarsi e fuggire. Non lo sanno e forse manco lo vogliono sapere, visto che i giovani del film sembrano impaludati in incertezze e superficialità da loro stessi in parte costruite. Però, c'è da dirlo, e questo è l'aspetto che più mi ha toccato, si trovano ad abitare in un luogo che centri commerciali, autostrade notturne e autogrill, hanno snaturato: non è più campagna, vista la quantità di cemento versata tutt'intorno, ma non è neanche città circondato com'è da vigneti e campi abbandonati. Questa apatìa postindustriale, l'incubo del guadagno e del lavoro a tutti i costi, i nuovi, anonimi e asfissianti, luoghi di ritrovo come i già citati centri commerciali compongono un quadro a mio modo di vedere da incubo dal quale si deve scappare al più presto se non si vuole rimanerne pericolosamente invischiati. Gli attori poi, a parte Valeria Golino, credo siano tutti dell'alessandrino o comunque piemontesi e quindi credo abbiano potuto comprendere bene molte situazioni del film, dimostrandolo d'altronde nel film. Degni di nota poi i minuti iniziali in cui, con la rapidità di un telefilm, i personaggi della vicenda praticamente si presentano da soli, con la voce fuori campo (che è poi quella di uno dei protagonisti, Enrico) a fare da "padrone di casa".

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