Il sorpasso

Regia di Dino Risi

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In un assolato pomeriggio d'agosto, un timido studente di legge incontra un uomo di mezza età, arrogante e dissacratore, che lo trascina in un lungo viaggio, a tutta velocità, alla scoperta della vita e, soprattutto, dei propri fallimenti. Il ragazzo pagherà caramente questa lezione di vita.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 7 recensioni)

5.0 Attori

Il film - a mio parere - bellissimo sia per la presenza di attori con la A maiuscola sia per la storia del film. Il film è un di quelli che segna un'epoca la trama ha mille significati intrinseci dalla scoperta della "vita" all'arroganza di certe generazioni, il film mescola amarezza ad allegri a un mix pericoloso che solo i grandi riescono ad ottenere.

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5.0 Per conoscere l'Italia

Film bellissimo di Dino Risi, con un Vittorio Gassmann in formissima e che fa sentire la sua presenza sempre, costantemente, nel film, anche quando non è inquadrato. Attraverso questo film si possono scorgere le vicende dell'Italia del boom economico e dei suoi cambiamenti e come gli stessi si riflettano sulla popolazione (emblematiche, in questo senso, le figure dei due protagonisti).

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4.0 Commedia vera

Il film dell'Italia del boom economico. Trasformazioni e diversità che i libri di storia hanno faticato a raccontare ci vengono mostrate con forza e cinismo da Dino Risi. Straordinario Gassman nei panni di "Bruno Cortona" un indimenticabile personaggio del cinema italiano.

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5.0 Fantastico Gasman

Un film in biancoenero che regala uno scorcio sull'Italia del passato, bellissime scene di quegli anni con le prime grandi "vacanze di massa". I due protagonisti partono da una Roma svuotata per il ferragosto verso un viaggio senza programmi. Oramai entrata nella storia l'auto bianca col clacson bitonale.

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5.0 Capolavoro di risi

Questo film, forse il capolavoro assoluto di Risi, vede due personaggi perfettamente caratterizzati, scorrazzare in macchina per l'Italia centrale degli anni del boom economico. Monumentale Gassman, affiancato da un ottimo Trintignant.

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5.0 Il sorpasso

Un film che riesce perfettamente ad inquadrare la situazione italiana del tempo. Davvero un capolavoro che tutti dovrebbero conoscere a memoria.

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4.0 Insuperabile "Il sorpasso"

Credo che alcuni film di Risi valgano più di mille saggi sociologici: se si vuole capire l'Italia e gli italiani del dopoguerra, basta guardare "Una vita difficile", "I mostri" o, appunto, "Il sorpasso", uno dei migliori film del regista milanese, certamente uno dei più conosciuti. In Francia hanno subito inventato un aggettivo, "Risien", per identificare la lucidità ironica e amara, ma tremendamente leggera e non intellettualistica, con cui Risi ha sempre guardato all'italianità e ai suoi protagonisti. Risi ha saputo cogliere e incollare ai suoi personaggi i peggiori difetti dell'italiano "medio" che, travolto dall'improvviso benessere degli anni cinquanta, diventa volgare, chiassoso, "furbesco", superficiale. In quello che oggi non si esiterebbe a etichettare superficialmente come un "road-movie", ma che vale più di mille filmetti americani, quantomeno per essere uno dei primi esempi del genere, il rappresentante di tale italianità è uno strepitoso Vittorio Gassman che nella sua burinaggine stradale sorpassa tutto e tutti, coinvolge il timido Roberto, studente in legge, educato, insicuro, di certo non superficiale come il suo compagno di viaggio. Dopo le numerose e impreviste avventure vissute dai due, che finiscono col coinvolgere anche positivamente Roberto, il regista prepara un finale tragico: in seguito all'ennesimo sorpasso spericolato, l'auto guidata da Bruno Cortona sbanda, si ribalta e finisce sugli scogli. Bruno riesce miracolosamente a salvarsi, saltando fuori dall'abitacolo appena in tempo, ma Roberto ci lascia la pelle di fronte agli occhi per la prima volta impauriti di Bruno. In questo modo Risi "salva" l'italiano furbo, volgare, indifferente di fronte alla cultura, e decide di far morire l'italiano onesto, colui avrebbe potuto costrursi un solido rapporto sentimentale e che sarebbe potuto diventare, chissà, un'importante magistrato. L'intelligenza del regista e degli sceneggiatori hanno così saputo intuire il destino di un paese destinato a precipitare, seppur lentamente, in un crepaccio con tutti i suoi abitanti: per bene che gli vada, finirà sempre ferito e sanguinante.

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