Il Sole a mezzanotte

Regia di Taylor Hackford

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Un ballerino russo emigrato negli Stati Uniti si ritrova, a causa di un incidente aereo, ad atterrare in Unione Sovietica. Ora che è tornato gli uomini del KGB cercheranno di trattenerlo ad ogni costo e con ogni mezzo. Tentare la fuga per la seconda volta significa rischiare la vita. Ma forse c'è qualcuno che potrebbe aiutarlo.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0 buona trama, coreografie stupende e...Baryshnikov!

Dopo un preludio mozzafiato, in cui vediamo la messa in scena di “Le jeune homme et la mort” con un Baryshnikov (Nikolaj, nel film) intenso e combattuto, dai movimenti perfetti e calibrati, nella sua interpretazione dell’uomo che lotta contro se stesso e il suo istinto che lo spinge al suicidio (colpisce come sempre la grazia equilibrata alla forza della sua danza, che lascia senza fiato anche dopo averlo rivisto esibirsi per decine di volte), assistiamo al guasto dell’aereo che sta trasportando il ballerino a Tokyo e all’atterraggio di fortuna in una base militare sovietica. Scopriamo, dal suo orrore alla notizia, che egli è un ex-cittadino russo, con precedenti penali nel suo Paese che l’hanno costretto a fuggire negli Stati Uniti, dove si è costruito un notevole successo nel mondo della danza. Chiaramente il ritorno in patria lo mette in pericolo e le autorità sovietiche, riconosciutolo, decidono di trattenerlo. Verrà affidato a Raymond Greenwood (Hines) e a sua moglie Darja (Isabella Rossellini), che avranno il compito di “rieducarlo” e spingerlo ad accettare di tornare a danzare nel e PER il suo Paese. Ray è un ballerino di tip-tap afroamericano, con visioni diametralmente opposte a quelle di Nikolaj sulla vita negli USA e su quell’American dream che il secondo tanto acclama e auspica a recuperare. Dopo un iniziale scontro ideologico, i due finiscono per provare analoghi risentimenti nei confronti del clima repressivo sovietico, e si impegneranno insieme a portare avanti una messa in scena che faccia da copertura al loro reale piano di fuga, attraverso un contatto all’ambasciata americana a San Pietroburgo (al secolo Leningrado). Proprio qui, in questa meravigliosa città di cui il film ci mostra scorci suggestivi (tra i quali l’esterno del mitico teatro Mariinskij, ex Kirov), si svolge gran parte dell’azione centrale, le prove di danza del ballerino classico, “affidato” a Ray per recuperare la piena forma prima del tanto atteso inizio della stagione teatrale. I due protagonisti ci offrono sensazionali esibizioni di tip-tap (eccezionale Hines nei suoi assoli, assolutamente fantastici insieme nel duetto), ma anche prove di abilità fuori dal comune (come non menzionare le 11 pirouettes di Baryshnikov?!). Quasi straziante il rapporto di Nikolaj con il teatro Kirov: un posto a cui sa di appartenere ma che non potrà mai essere casa sua, eloquente verso la fine il suo non riuscire a ballare con l’anima su quel palco in cui la danza non è vita ma solo un ulteriore strumento per esercitare un controllo repressivo sulla popolazione, eloquenti le sue lacrime prima di scappare, quando lancia un ultimo sguardo a quello che si sta lasciando dietro per poi spegnere definitivamente le luci della platea e andare avanti…semplicemente da pelle d'oca sulle note di “Fastidious Horses" di Vysotsky, in cui come il cantante vuole urlare le sue emozioni senza costrizioni imposte dall’esterno, e lo fa con i suoi movimenti decisi e intrisi di ribellione, rompendo i canoni con il balletto classico in maniera così forte tanto più perché fatto in quello che può considerarsi il tempio sacro della Danza (quella con la D maiuscola).
br /E poi, a fine film, il sole che finalmente cala anche sulla terra delle notti bianche, regalandoci un’atmosfera più cupa…e un finale del tutto inaspettato.
br /Un film che ricordo sempre con immenso piacere ed emozione, con coreografie tra le più significative che il cinema di genere ci abbia mai offerto, interpreti eccellenti e con la giusta dose di tensione e intrigo politico per renderlo un film coinvolgente agli occhi del grande pubblico, ma assolutamente imperdibile per gli amanti della sesta arte!

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