The Social Network (2 Blu-ray)

Regia di David Fincher

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In una sera d'autunno del 2003, lo studente di Harvard Mark Zuckerberg, un genio dell'informatica, navigando tra blog e linguaggi di programmazione, crea quella che diventerà una rete sociale globale che rivoluzionerà la comunicazione. In soli sei anni si troverà ad essere il più giovane miliardario della storia... ma per lui il successo porterà anche complicazioni sia personali, sia legali.

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.6 di 5 su 5 recensioni)

3.0 Il libro delle facce

Che non si possa avere milioni di amici senza farsi "qualche" nemico è l'emblema del fenomeno dei social network, che con il libro delle facce e Zuckerberg sono diventati l'invenzione che più virtuale non si potrebbe dell'inizio del nuovo millennio. Il genio del suo inventore viene romanzato in questa pellicola, che ha il pregio di coinvolgerci in una storia che diviene rapidamente molto più grande di quanto il suo stesso ideatore avrebbe mai pensato e, magari, desiderato. Un film interessante che spiega le origini di un grande cambiamento che è insieme tecnologico e della società tutta.

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3.0 Mi aspettavo di più

Un altro di quei film osannato dalla critica, un'altra delusione. Se è vero che Zuckerberg ha messo in moto questa macchina rovina-relazioni sociali per una ragazza, allora dobbiamo iniziare a porci qualche domanda.
Questo film-documentario non mi è piaciuto per niente, anzi, più andavo avanti con la visione e più mi disgustavo.
Ma, ahimè, due ore dopo ero già su Facebook. Ecco, forse mi sono data la risposta da sola.

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1.0 Facebook

Il film racconta di come uno studente di Harvard, genio del'informatica, ma con problemi di relazione, un giorno si mette davanti al pc e riesce a creare un programma che rivoluzionerà il modo di comunicare della nostra societa' facendolo diventare in pochi anni il più giovane miliardario di sempre. La nascita di facebook e le battaglie legali per rivendicarne il possesso, il tutto narrato in questo film in maniera fredda quasi da documentario.

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2.0 Solamente un veicolo pubblicitario per Facebook

Non mi è piaciuto particolarmente. E' incredibile cosa faccia l'amore.
Una ragazza, anche un po' strana per certi versi, lascia Zuckerberg, e mette in moto una serie di eventi che sfoceranno con la creazione del più impressionante fenomeno di comunicazione sociale che ci sia al mondo.
Non è la prima volta che una donna riesce a scatenare qualcosa del genere semplicemente lasciando il suo uomo ma ogni volta è impressionante vedere la portata di questi eventi.
The social Network è un film che dovrebbe per certi versi, illustrare la nascita di un fenomeno sociale, ma alla fine non lo fa, se non in modo molto superficiale.
Questo film è stato definito lo specchio della generazione della nostra epoca, ma io non sono d'accordo.
Al massimo è lo specchio della generazione americana attuale, incapace di veri rapporti profondi e reali, interessata al sesso, alla fama e al potere.
Sebbene Facebook in Italia stia avendo un successo forse superiore all'America in proporzione, i giovani presenti in questo film non assomigliano affatto a quelli italiani.
Quindi cos'è questo film se non è lo specchio di un fenomeno? Ci ho riflettuto e credo sia fondamentalmente un grande veicolo pubblicitario per Facebook, per fargli raggiungere un ruolo ancor più istituzionale di quello che già essendo il secondo sito più visitato al mondo dopo Google. Il film è un emblema di tutto questo, Facebook è l'unica applicazione internet che ha un film dedicato a sé, cosa incredibile. I continui riferimenti alla diffusione e alla crescita esponenziale di questo servizio all'interno della pellicola ne sono la prova, cercando di diffendere sempre più l'idea che sia ok usare ed entrare a far parte di facebook e addirituttura che sia una cosa normale usarlo per tessere relazioni con gli altri a scapito del mondo reale. Il film vuole convincerci della potenza di quest'azienda, che sta facendo una scalata enorme in brevissimo tempo. In film sostanzialmente è questo, non ha un genere definito, è banale, le musiche non sono brillanti.
Fincher è sprecato alla regia, sebbene abbia allestito un uso della fotografia molto bello, e la sua presenza si sente forte nei dialoghi taglientissimi a cui ci aveva abituato con Fight Club.
Qualche spunto ci sarebbe come ad esempio, la spietatezza di Zuckerberg capace di rubare idea agli altri, associarsi con gente losca pur di arrivare a raggiungere i suoi obiettivi, tradire e vendere gli amici, ecc ecc
O lo scontro tra il modello dei valori del passato rappresentati da Howard e che bloccano i due fratelli che dovevano fare causa a Zuckerberg, e dai valoro moderni dei giovani nerd che crearanno questo enorme fenomeno, ma come ho detto tutto viene rappresentato in modo superficiale.
Decisamente una grande marchetta pubblicitaria che Fincher poteva risparmiarsi.
Jimmi Fascina

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4.0 Contemporaneo

Di questo film, qualitativamente fine e musicalmente molto "contemporaneo" (particolarmente apprezzabile l'ambient elettronico di Trent Reznor e Atticus Ross), si nota soprattutto il suo carattere di attualità. Trattare quasi biograficamente, od addirittura giornalisticamente, la vicenda della vita e delle invenzioni informatiche di uno dei personaggi contemporanei più influenti del pianeta, ha il suo livello di difficoltà. Il cast tecnico di questo film è riuscito nel suo scopo in maniera molto raffinata. La critica lo ha apprezzato moltissimo, ed il pubblico, spinto nelle sale dal solo titolo ('The Social Network'oggi è il pane quotidiano consumato da centinaia di milioni di persone nel mondo) , è riuscito a gustarselo seguendo i pro ed i contro dell'essere l'uomo, anzi, il miliardario, anzi il ragazzo, che ha messo in discussione i tradizionali canoni della relazionalità sociale, mettendo tutti in comunicazione informatica, realizzando l'utopia di una società fatta di account, profili, linguaggio multimediale, di post, tag, poke e diavolerie simili.
Un film che è libro di storia e sociologia contemporanea.

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