I quattrocento colpi

Regia di François Truffaut

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A Parigi, alla fine degli anni Cinquanta, un bambino a scuola non ingrana e a casa si sente tollerato, con una madre egoista e dura e un patrigno indifferente. Un mattino in cui con un compagno ha marinato la scuola scopre la madre, per la strada, tra le braccia dell'amante.

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4.0 Gli esordi della Nouvelle Vague

Il film descrive la condizione di un adolescente costretto a crescere in un pessimo clima familiare, e le possibili ripercussioni sul suo carattere. Si tratta del primo film di Truffaut e uno dei primi della corrente della Nouvelle Vague, che tutto sommato non entusiasma, forse anche per l'eccessiva pacatezza del personaggio principale, il ragazzo (ben lontano ad esempio quanto ad espressivita' dal bambino di Ladri di biciclette).

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4.0 Il primo lungometraggio di Truffaut

Primo lungometraggio di Truffaut, del 1959, rappresenta anche l'inizio del cosiddetto "ciclo di Doinel", dal nome del protagonista Antoine Doinel (impersonato dall'attore preferito da Truffaut, Jean Pierre Leaud). Qui alle prese con le problematiche adolescenziali, oppresso da una madre vanitosa e un patrigno senza polso né legittimità. Cult movie!

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5.0 I quattrocento colpi (Truffaut)

il primo di una serie di film che hanno tutti per protagonista Antoine Doinel, alter ego del regista sempre attento al carattere pedagogico dei suoi film. Un capolavoro della nouvelle vague.

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4.0 Antoine Doinel: atto primo

E' il primo lungometraggio di Truffaut, uscito nelle sale nel 1959. Sceneggiatura originale. Viene raccontata la difficile adolescenza di Antoine Doinel, punito e poi espulso da scuola, trascurato dalla madre che tradisce il marito e dal patrigno, passiva figura del menage. La destinazione finale sembra tristemente essere un istituto di rieducazione minorile, ma da questo riuscira' a fuggire, correndo a perdifiato incontro al mare, regalandoci, nell'ultimo fotogramma, uno sguardo verso la macchina da presa (e verso di noi) , che diventera' leggendario.

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4.0 I 400 colpi

Primo lungometraggio di Truffaut, premiato a Cannes per la miglior regia, fu una delle opere manifesto della Nouvelle Vague francese. Un film lucido e serio sulla giovinezza e sulla adolescenza. Quell'età incompresa che sarà il filo rosso della sua Opera e che viene qui trattata con estrema delicatezza e sensibilità.

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5.0 L'età di mezzo

A dodici anni - quella che si chiama età di mezzo poiché non si è più bambini ma non si è ancora adulti - Antoine Doinel diventa consapevole della realtà che lo circonda: Sua madre, sedotta e abbandonata dal padre, è cattiva, il suo patrigno ha un ruolo marginale. A scuola va male, le altre istituzioni sono assenti. Nonostante tutto, prova a prendersi cura di se stesso, ad amarsi, coltivando dentro di sé uno straordinario anelito di libertà. Il più bel film sull'infanzia della storia del cinema. Capolavoro

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