Il papà di Giovanna

Regia di Pupi Avati

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Bologna, 1938. Michele Casali, un professore di disegno, ha una figlia adolescente con evidenti problemi psicologici. Michele cerca in tutti i modi di rassicurare la ragazza, tanto da crearle un mondo di illusioni, mentre la madre è assente dalla vita della famiglia. La situazione precipita quando Giovanna scopre che un compagno di classe, che pensa sia innamorato di lei, è in realtà l'amante della sua migliore amica.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 5 recensioni)

5.0 Il papà di Giovanna

Semplicemente straordinario! Un film che analizza un dramma familiare nei suoi aspetti più profondi e coinvolgenti. Uno strordinario Silvio Orlando nel ruolo di un padre sulle cui spalle ricade il peso di una figlia assassina ma pur sempre una figlia, il cui aspetto e il confronto con la bella madre, Francesca Neri, hanno reso insicura e piena di complessi. Il dramma della malattia mentale e del confronto con l'amore in età adolescenziale sono resi da una bravissima Alba Rohrwacher nelle loro sfaccettature più profonde e a tratti struggenti.

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2.0 Il papà di Giovanna

Pupi Avati inquieta non poco in questo film: racconta di uno strano rapporto tra padre e figlia, in un momento davvero triste per la storia italiana, che si intreccia immancabilmente con quella privata. L'iperprotettività di Michele nei confronti di Giovanna porterà alla più terribile delle tragedie. Ben girato, anche se un po' noioso. Stupisce Greggio, insolitamente serio.

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4.0 Struggente

Una storia struggente in un Italia che non c'è più... Commovente e tragico il personaggio di Orlando (da lui molto ben interpretato) , crudo e reale la condizione dei manicomi di quell'epoca...

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3.0 Solo un padre

Nella Bologna degli anni '30 Michele è un pittore mancato che fa il professore in un liceo. Tutte le sue speranze di riscatto sono riposte nella figlia Giovanna, la quale però soffre di disturbi mentali che avranno gravi conseguenze.
Il ritratto di Michele, di Giovanna e degli altri personaggi è ben definito e collocato in una congiuntura storica tanto importante per il paese; questa resta sullo sfondo senza diventare protagonista e nello stesso tempo fa risaltare i contorni della vicenda narrata. Una vicenda della quale la regia evita con abilità gli eccessi narrativi cui avrebbe potuto dare luogo, ma, nello stesso tempo, si ha la sensazione che manchi quello scatto in più, che possa permettere al film di rimanere a lungo nella memoria e nel cuore dello spettatore.

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4.0 Un amore dolcissimo

Un candido e puro Silvio Orlando rende dolcissimo questo film. L'amore paterno si sforza di non vedere nei sulla pelle della propria figlia ma il troppo amore, come spesso accade, acceca e reca più dolori che gioie. Commovente.

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