Ovosodo

Regia di Paolo Virzì

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Un giovane livornese, nato a metà degli anni Settanta nel quartiere Ovosodo, orfano di madre e con un padre che entra ed esce di prigione, viene aiutato da una professoressa delle scuole medie ad accedere al liceo classico. "Che cosa dolce, crudele, ridicola... la vita".

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 3 recensioni)

2.0 Mediocre

Banalotto, immagine di un'Italia anni '50, personaggi abbastanza piatti. Una Claudia Pandolfi agli inizi della carriera e ancora in erba, ma molto Brava. Per il resto trama mediocre e insapore. Così come il titolo, "che non va né su e né giu". Da vedere.

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4.0 Scorrevole e giovane

Film semplice e geniale, scorrevole e reale. Grande la regia di Virzì e notevoli gli attori che fanno emergere il cinema italiano.

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4.0 Ovosodo

Uno dei film più interessanti nel panorama italiano degli ultimi dieci anni da parte di uno dei registi più interessanti dell'ultima (o penultima...) generazione. Sguardo attento e ironico sulla società, dialoghi brillanti, sceneggiatura agile e interpreti giovani in grado di cogliere il disagio generazionale dei nostri tempi. Questo è quanto fa di Ovosodo un ottimo film che il sottoscritto ha visto e rivisto ogni volta che è stato programmato in tivvù. A tenere insieme tutti questi elementi, il viaggio di formazione del protagonista nonché voce narrante del film, Piero alias Edoardo Gabriellini, del quale vengono raccontate le difficoltà familiari, economiche e amorose e le scoperte che rendono la vita degna di essere vissuta, come l'amicizia di persone speciali e l'amore che arriva quando meno te l'aspetti. Alla fine, però, come se fosse un ricordo difficile da allontanare, rimane sempre quell' "ovosodo" in gola che non vuole saperne né di andare giù, né di venire su... Difficile quindi segnalare la prestazione di un attore in particolare. Nicoletta Braschi era allora forse l'attrice più nota del film, premiata tra l'altro con un David di Donatello, ma a me piace ricordare, oltre al già citato Gabriellini, ottimo per il suo ruolo, anche Marco Cocci, voce dei Malfunk, che possiamo ritrovare anche in "Fughe da Fermo".

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