Il mucchio selvaggio (Edizione Speciale 2 dvd)

Regia di Sam Peckinpah

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Nel Texas del 1913 una banda di fuorilegge tenta una rapina all'ufficio postale ma è attaccata dalla banda di giustizieri capeggiata da un ex forzato. Sfuggita alla strage, la banda scappa in Messico e viene coinvolta nella guerra locale con Pancho Villa.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 5 recensioni)

5.0 Coraggiosi fino alla fine!

Uno dei migliori western di tutti i tempi, sia per il cast straordinario che lo compose, sia per la grande maestria di un regista geniale com'era Peckinpah! Anche un pugno di criminali senza scrupoli può avere un alto senso dell'onore e delle regole non scritte, al punto da rimetterci la pelle con una colt in pugno!

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5.0 Capolavoro di Packinpah

Nel 1914 sei banditi americani capeggiati da Pike Bishop (Holden) , reduci da una sanguinosa rapina fallita, sconfinano dal Texas in Messico, inseguiti da un manipolo di cacciatori di taglie comandati da un ex appartenente al "mucchio selvaggio". Qui i fuggiaschi accettano di lavorare per il generale messicano Mapeche ma, quando questi fa uccidere uno del gruppo, si vendicheranno morendo coraggiosamente in una carneficina dalla quale non si salverà nessuno.
Grande western, malinconica elegia sul tramonto di un'epoca. Unico.

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4.0 Bello sì

Ma gli avvenimenti storici sono un po' troppo romanzati.
Si poteva fare di meglio senza bisogno di ricercare a tutti i costi la spettacolarizzazione.

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5.0 La fine del West

Il capolavoro di Peckinpah è uno dei più grandi film di tutti i tempi.
La sparatoria finale (la più sanguinosa e apocalittica della storia del cinema), col suo montaggio sincopato, a base di flash quasi impercettibili a occhi nudo, ralenti e continui cambi di inquadratura, è ancora oggi il “discorso della montagna” per qualunque regista action (John Woo, Kathryn Bigelow, Michael Mann, Walter Hill).
Ma il “Mucchio” è anche una riflessione da manuale sul conflitto tra il passato (con le sue colpe) e il progresso (con le sue vittime) che fa sembrare roba da bambini il cinema di Sergio leone (anche se pochi ebbero il coraggio di ammetterlo).
L’edizione in Dvd contiene in italiano alcune scene recuperate nel ’94 e che nell’edizione vhs erano lasciate sottotitolate. Fondamentale.

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5.0 Un tramonto rosso di sangue

Uno dei più grandi film di sempre. All’inizio del ‘900 una banda di rapinatori in azione tra Messico e Stati Uniti scopre di non avere più spazi in un mondo caduto in mano a poteri infinitamente più forti e feroci: il capitale e i politici corrotti. In un soprassalto di dignità, decidono quindi di affrontare uno scontro impari, pur di non derogare agli unici valori che danno senso alle loro vite: la solidarietà del gruppo e il rispetto della parola data. Eppure, sebbene il film sia netto nel chiarire chi sta dalla parte giusta e chi no, non scade mai nel manicheismo. Sam Peckinpah non nega dignità neppure al villain Mapache. E i suoi antieroi restano banditi sino alla fine. È il mondo a essere diventato peggiore di loro. Aperto e chiuso da due apocalittici sparatorie, il film è celebre anche per la dettagliata descrizione della violenza, cruda ma mai compiaciuta. Alla straordinaria complessità tematica corrisponde altrettanta complessità registica. Gran senso figurativo, uso innovativo del ralenti, montaggio frenetico - la pellicola comprende qualcosa come 3643 inquadrature - attori meravigliosamente in parte e cast irripetibile fanno sì che Il mucchio selvaggio resti un film epocale, malgrado risalga al 1969. L’unico rammarico è che abbia anche segnato la vera fine del genere western. Infatti, che si poteva dire di più e meglio?

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