Momenti di gloria

Regia di Hugh Hudson

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Olimpiadi di Parigi 1924. I 100 e 400 metri piani sono vinti da due atleti britannici: uno, figlio di un banchiere lituano, corre per superare il complesso dell'essere ebreo; l'altro, figlio di un missionario scozzese, per la gloria di Dio.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 5 recensioni)

4.0 Monumento allo sport

Opera prima d Hugh Hudson, che sbaragliò "Reds" e "Sul lago dorato" (per quanto riguarda il premio per miglior film, sceneggiatura originale, costumi e colonna sonora) , è un film che si fa amare dagli sportivi, sia per lo spirito in esso intriso sia per la storia d'amicizia che si snoda per il film intero. Tratto da una storia vera, parla dei protagonisti con toni esplicitamente epici, così come epiche sono le suggestive immagini delle corse e la colonna sonora di Vangelis. Un'opera grandiosa ma dal taglio intimista da gustare minuto per minuto.

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5.0 Cult movie e inno all'uguaglianza

1981, alla regia Hugh Hudson. Ormai un 'classico' della cinematografia, celebre anche per la colonna sonora di Vangelis, è la storia di Harold e Eric, due velocisti, impegnati nella preparazione delle Olimpiadi del lontano 1924. Uno ebreo l'altro cattolico, è anche la storia della tolleranza religiosa, quindi quella 'gloria' del titolo non è certo da intendere esclusivamente in senso sportivo...

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2.0 Niente di che

Storia narrata con troppa linearità e poca verve, ingiallita non poco dal passare degli anni: tranne un paio di occasioni, come la bellissima carrellata sugli atleti che corrono sulla spiaggia, le immagini non hanno grande enfasi, e se ciò può evitare all'opera l'accusa di retorica, non gli può evitare quella di piattezza.

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3.0 niente di che

Non capisco perchè questo film sia tanto famoso, si tratta di un filmetto che non mantiene le promesse dell'inizio. Lo sport sembra solo un pretesto e si arriva alla fine chiedendosi cosa si è visto.

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2.0 Retorico

Ricordato più per le musiche di Vangelis (Oscar per questo lavori) il film pecca un po' troppo di retorica che ingessa la storia comunque ben ricostruita nell'ambientazione anni '20. Altalenante nel ritmo non lascia un gran segno.

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