Miracolo a Sant'Anna

Regia di Spike Lee

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Toscana, 1944. Quattro soldati neri americani rimangono bloccati in un piccolo paese al di là delle linee nemiche, separati dal resto dell'esercito, dopo che uno di loro ha rischiato la vita per trarre in salvo un bambino italiano. Asserragliati sulle montagne toscane con i tedeschi da un lato ed i superiori americani incapaci di gestire gli eventi dall'altro, i soldati riscoprono una dimenticata umanità tra gli abitanti del paese, insieme ad un gruppo di partigiani e grazie all'innocenza ed al coraggio del bambino italiano, il cui affetto dona loro un segnale di speranza per riuscire ad andare avanti.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 5 recensioni)

1.0 Deludentissimo

Raramente ho visto film così brutti. Un film che non riesce assolutamente. Non riesce per la stroia, dal finale starscicato, che sembra messo li in fretta e furia, non riesce per gli attori, estremamente deludenti, non riesce per la caratterizzazione dei personaggi, non riesce per la sceneggiatura proprio. Ho resisitito a vederlo fine alla fine ma il risultato non cambia. Film pessimo.

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2.0 Il miracolo non riesce

Miracolo a Sant'Anna è una forte delusione, e lo è per più ragioni. Innanzitutto per una motivazione, per così dire, "politica". Se il suo merito è quello di aver centrato l' obiettivo sul contributo dato dai soldati afroamericani nella seconda guerra mondiale, questo non basta a reggere l'intero film. E' giusto, è etico, falsare un evento storico così importante e così tragico solo per fini narrativi? Non credo che la domanda sia oziosa, anche perché è riferita a un regista che delle battaglie ideologiche ha sempre fatto un punto di forza del suo cinema, certo da una prospettiva di parte, ma mai scorretta. E non basta inserire una didascalia iniziale dove questo errore storico viene apertamente denunciato.
L'altro grave difetto del film è di tipo squisitamente cinematografico. La forza e la capacità di analisi con la quale il regista ha sempre sostenuto le sue idee (in particolare nella rivendicazione dei diritti degli afroamericani) , l'intensità e la ricchezza di significati delle sue immagini, è qui annullata da una narrazione ipertrofica, di immotivata lunghezza, da personaggi privi di sfumature e stereotipati (come il "gigante di cioccolato" e il bambino, o il soldato nero che passa il tempo a magnificare le sue virtù amatorie) , tempi morti e parentesi imbarazzanti (su tutti l'inutile sequenza erotica) , fino a un finale dolciastro e patetico.
Un passo falso clamoroso che da un regista come Spike Lee, forse controverso ma sempre stimolante, proprio non ci si aspettava.

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5.0 Toccante

Premetto: sono un fan di Spike Lee, ma onestamente questa volta temevo che il voler toccare argomenti complessivamente distantisimi dal suo background lo portasse ad un possibile fallimento. Niente di più falso. Ne esce un film toccante e controverso in cui i personaggi riescono ad essere credibili al di là di ogni stereotipo. Le polemiche che il film ha suscitato risultano a mio avviso degli evitabilissimi pretesti.

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5.0 Da vedere più volte!

Spike Lee, sempre impegnato nel sociale, propone un film che mette in luce due fatti semi-sconosciuti riguardanti la Seconda guerra mondiale: La strage di Sant'Anna di Stazzema e l'esistenza della divisione Buffalo nel corpo dell'esercito americano.
br /Il primo fatto riguarda la strage di civili nazista, avvenuta in un paesino della toscana nel '44. Il secondo, prova l'esistenza di razzismo nell'esercito di "bianchi" americani che hanno creato, con molta riluttanza, una divisione di soldati di colore che non doveva combattere con gli altri soldati dell'esercito.
br /Questo film, fedelissimo al libro omonimo di James McBride, racconta il dramma di 3 popoli in guerra:italiani, americani e tedeschi. Un film pieno di pathos, emozionante ed avvincente. Una favola moderna in cui un bambino innocente darà un po' di luce in questa storia così cupa. Ottimo il cast, in cui vi è una forte presenza italiana; ottimo il film, da rivedere per ricercare i numerosi "miracoli" avvenuti a Sant'Anna nel corso del racconto. Unica critica da muovere è verso la troppa, a mio parere, retorica cristiana presente in tutto il film.

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5.0 Toccante

L'eccidio di S.Anna di Stazzema visto con il sapiente occhio di Spike Lee che per una volta abbandona le sporche periferie newyorchesi e si cimenta con la seconda guerra mondiale. Il risultato è sorprendente e toccante, perchè al di là delle numerose polemiche totalmente pretestuose che si sono sollevate, siamo di fronte ad un gran bel film, dove per una volta, al di là degli stereotipi, veniamo invitati dal regista a valutare come non tutti i buoni siano veramente buoni e viceversa. E ancora una volta Spike Lee non mette da parte le sue origini, perchè i soldati protagonisti sono tutti di colore, il che rimane forse l'unico vero punto di contatto con il suo background. Forse Lee è diventato un pelino più commerciale e con un occhio al botteghino, ma lo ha fatto mettendosi seriamente alla prova con tematiche che non gli appartengono. E la prova è superata. Alla grande.

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