Lei mi odia

Regia di Spike Lee

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Jack ha trent'anni, ha studiato nelle migliori università ed è vice presidente di una delle più importanti industrie farmaceutiche del paese. Alla morte del collega Herman Schiller, amico e geniale creatore di un nuovo trattamento per l'Aids, Jack scopre e denuncia un giro di corruzione e di tangenti che coinvolge i suoi superiori. Solo contro tutti, perde lavoro, credibilità e sicurezza economica in un colpo. Ma proprio quando crede di non avere più speranze, Jack riceve una strana proposta: la sua ex, ora lesbica, è pronta ad offrirgli 5.000$ per aiutarla a concepire un figlio con la sua nuova compagna. Quello che Jack non sa, quando accetta, è che questo non è che l'inizio di una nuova, brillante, carriera.

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3.0 She Hate me un film di Spike Lee

Tutti noi, cinefili e non, sappiamo che un film inizia con i titoli di testa. Se spesso non vediamo l'ora che finiscano, impazienti di gustarci le battute salaci di Moore o il fondo schiena di Tom Cruise, questo non può e non deve accadere con lo scoppiettante (almeno per 130 di 138 minuti ) film di Spike Lee. In questi titoli vengono passate in rassegna le varie banconote americane ed a chiudere la sfilata troneggia quella da tre dollari (quindi falsa) con un primo piano di George W. Bush e il timbro della Enron. Tutto ciò non può che presagire una pellicola che non teme di mettere in discussione la società americana contemporanea facendo leva su argomenti che fino a venti anni fa erano tabù e che nessuno si sarebbe sognato di mettere in un film.

La storia di She Hate me è molto semplice, afferma lo stesso Spike Lee. Parla di avidità, denaro e politica. Molte società finanziarie hanno gente disonesta ai loro vertici. Ho deciso di fare un parallelo tra questa linea d'indagine e l'idea del sesso e della procreazione. Volevo anche sollevare una serie di questioni sul declino dell'etica e della morale in America. Si ha la sensazione che la gente farebbe qualsiasi cosa per denaro. E ogni persona deve vedersela con le conseguenze di questa scelta.

John Henry Armstrong in breve Jack (Anthony Mackie) vice presidente di un'importante società farmaceutica scopre un giro di corruzione all'interno della sua industria. A pochi giorni dall'uscita di un miracoloso medicinale contro l'AIDS il suo creatore, il professor Schiller, amico e collega di Jack, si suicida, lasciando al nostro protagonista un video-diario che lo mette a conoscenza dell'inutilità della medicina e di come il suo capo abbia deciso senza scrupoli di portare avanti la pubblicizzazione del farmaco. Jack, spinto dalla sua purezza d'animo, denuncia anonimamente la sua stessa società. La cosa non può durare a lungo, infatti viene scoperto e licenziato. Jack si trova con i conti bloccati ed un imminente bisogno di liquidi. Ed è qui che la sua buona coscienza viene messa a dura prova: compare nella storia Fatima (Kerry Washington), una sua ex, che dopo averlo lasciato per un'altra donna, gli offre la modica cifra di 10000 dollari affinché metta in cinta lei e la sua compagna. Questa prova non verrà superata dalla coscienza di Jack, che si getterà volente o nolente nei piaceri del sesso. In breve la voce si sparge e lui si trova al centro del fiorente mercato dello sperma rivolto a tutte le lesbiche newyorchesi con istinti materni. Fatima, spinta dal guadagno offerto dal dieci per cento degli incassi, diventa il suo manager incaricata, da se stessa, di portargli acquirenti e far loro firmare un contratto che lo esenti dal ruolo di padre. Tra le clienti di Jack, Monica Bellucci, nella parte di figlia di un capocosca amante del Padrino, emblema della purtroppo classica immagine mafioso-siciliano che i film americani tendono a dare delle comunità italiane

Lei mi odia è un film che sa essere esilarante, (ad esempio in una scena in cui gli spermatozoi di Jack fanno la maratona verso un ovulo) ma che non perde di vista le sue chiare idee politiche (viene messa in luce la vicenda Watergate e di come Nixon manipolava l'opinione pubblica spiando il partito democratico, in quello che ci hanno detto essere il paese della democrazia). Al momento dell'arresto di Jack, incastrato dai vertici dalla sua industria, la sua attività diventa pubblica. La notizia scatena inevitabilmente diverse reazioni nella società, rese lampanti dalle stucchevoli interviste di chi inorridito sente impregnata di vergogna la propria morale e di chi invece non desidererebbe altro che uno dei semini di Jack.

L'impressione generale è buona; lo sfondo satirico non esita ad emergere ed anche se lo Spike Lee di questo film è meno brillante e lucido di quello della "venticinquesima ora" arrivato in Italia un anno e mezzo fa, si riesce ad uscire dalla sala divertiti e allo stesso tempo con qualche domanda in più, cosa questa che negli ultimi tempi diventa sempre meno facile.

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