L' invasione degli ultracorpi

Regia di Don Siegel

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In una piccola cittadina, un medico scopre un invasione di alieni i quali assumono le sembianze degli abitanti mentre questi dormono. Il film ha avuto vari rifacimenti.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 4 recensioni)

5.0 Consigliatissimo!

Nonostante siano passati cinquant'anni questo è un film intramontabile che risulta essere un vero capolavoro. Ha tutte le caratteristiche positive che un film di fantascienza deve avere: è teso, avvincente, coinvolgente e convincente! Da non perdere per gli amanti del genere l'idea di base di questa pellicola è a dir poco fantastica.

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4.0 La subdola invasione

Uno dei grandi classici del cinema di fantascienza. Anche se oggi i baccelloni che contengono i sostituti alieni degli abitanti di Santa Mira (la cittadina americana dove la storia è ambientata) possono farci sorridere, il film mantiene tuttora intatte la sua efficacia narrativa e l'atmosfera inquietante, che cresce poco a poco.
Kevin McCarthy è un convincente protagonista.

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5.0 Simili agli umani

Tratto da un romanzo di Jack Finney, "L'invasione degli ultracorpi" ("Invasion of the Body Snatchers", 1956) diretto nel 1956 da Don Siegel è, per Goffredo Fofi, forse il miglior film di fantascienza degli anni '50. Anche Siegel lo considerava la sua opera più riuscita. In una tranquilla cittadina della California molte persone si lamentano perché non riconoscono più amici e parenti, che hanno preso a comportarsi stranamente. Come capisce ben presto il dottor Miles Bennel (Kevin McCarthy) non è solo paranoia: si tratta davvero di persone sostituite, è in atto una subdola e genocida invasione aliena attuata per mezzo di enormi baccelli dai quali sorgono copie esatte delle persone da sostituire (gli originali fanno un brutta fine). Mentre il numero degli alieni in fattezze umane aumenta, Bennel cerca invano di contrastare gli extraterrestri. Poi, rimasto l'unico ancora umano, fugge disperato, mentre camion carichi di baccelli sciamano per tutta l'America. Ci sarà un lieto fine, ma talmente casuale e incongruente con la storia (infatti fu imposto dalla produzione), da non cancellare la sensazione di inquietudine che il film trasmette. A disturbare è la descrizione del mutamento della cittadina, solare e felicemente banale come ne abbiamo viste mille nel cinema Usa, in un luogo alieno, per il comportamento legnoso e innaturale dei replicanti. E il fatto che i replicanti assicurino che la loro condizione, simile a quella degli insetti sociali, assicura completa felicità. Potrebbero aver ragione. Metafora di un dubbio esistenziale fondamentale, il film è stato interpretato come parabola sia anticomunista che antimaccartista. Interpretazioni limitate, perché legate a un preciso contesto storico, di un'opera che, anche per la pluralità di spiegazioni possibili, è un capolavoro. Se ne registrano tre remake di valore degradante.

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3.0 Ultracorpi

Gli alieni stanno invadendo la Terra, in un modo molto subdolo: quando gli uomini dormono, formano un bozzolo e si sviluppano al suo interno prendendo le sembianze delle persone che poi sostituiscono.
Così la razza umana è destinata a scomparire.
Naturalmente c'è chi si accorge che qualcosa non va... Ma deve stare molto attento a non addormentarsi!

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