I giorni dell'abbandono

Regia di Roberto Faenza

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Olga, una donna ancora giovane, viene abbandonata all'improvviso dal marito. La perdita getta la donna in uno stato di disperazione profonda, una specie di follia che scava nel suo copro e nella sua mente. Ossessionata dalle immagini del marito tra le braccia di un'altra donna, si lascia trascinare in un rapporto di sesso brutale e angosciato con un uomo dimesso, un musicista vicino di casa. Alla fine di un percorso doloroso Olga rinasce con occhi cambiati pronta a ritrovare il piacere della vita.

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.3 di 5 su 3 recensioni)

2.0 I giorni dell'abbandono

Trovo che il libro gli sia superiore, perchè la mancanza di dignità della protagonista, nel libro appare più coinvolgente, invece nella pellicola la rende solo più patetica agli occhi dello spettatore. Un film che tutto sommato si può anche vedere, trovo che non sia poi così inguardabile, magari un tantino noiosetto. Bella però l'interpretazione della Buy.

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4.0 Da vedere

L'ho visto ieri per la prima volta, mi è piaciuto troppo! Alcune scene erano terribili da quanto la protagonista sia senza dignità nei confronti del marito, però devo ammetterlo, Margherita Buy, anche se ha sempre ruoli da sfigatella o da cornuta, è bravissima. Peccato però che ultimamente pare che l'unico argomento che interessi oggi sia descrivere la crisi del rapporto di coppia

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1.0 Una vera bufala

Immagino di non poter scrivere volgarità, ma, se potessi, prenderei in prestito le parole pronunciate da Fantozzi a proposito de "La corazzata Potemkin". Ricordavo il Faenza di "Giona che visse nella balena", film carino ,per cui mi aspettavo molto di più da lui. E invece questo film è di una pochezza sconcertante. A parte l'assoluta banalità della trama (il marito le mette le corna e lei fatica a riaccoppiarsi, ma dopo un po' ne trova uno meglio), i dialoghi sono pietosi, e il tono serio sconfina tragicamente nel ridicolo. Incredibile che sia stato ammesso al festival di Venezia.

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