Film rosso. Tre colori

Regia di Krzysztof Kieslowski

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Una modella conosce per caso un giudice in pensione con il vizio di spiare i vicini di casa e di intercettarne le telefonate. La ragazza disapprova il comportamento dell'uomo ma allo stesso tempo non riesce a fare a meno di frequentarlo e tra i due nasce un particolare rapporto di amicizia.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 3 recensioni)

5.0 Capolavoro

Atto conclusivo della trilogia sui colori della bandiera Francese: ci si interroga sulla fraternità attraverso l'incontro accidentale tra una modella che ritiene che tutti debbano "prendersi cura" degli altri, anche di un cane che lei ha investito, perché tutti sono legati da un vincolo di fratellanza e un vecchio giudice in pensione, che passa il tempo ad ascoltare le conversazioni telefoniche dei vicini. Il drammatico finale che riunisce tutti i protagonisti della trilogia evoca una risposta complessiva sui tre valori che apre alla speranza.

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5.0 TRE COLORI FILM ROSSO

L'ultima, straordinaria tappa artistica del grande Krzysztof Kiéslowski, e capitolo finale dedicato alla rilettura laica della bandiera francese e dei valori rivoluzionari. La vicenda narrata è quella di una modella (Irène Jacob) che, investendo incidentalmente un cane, conosce un giudice in pensione (Jean-Louis Trintignant) abituato a spiare le conversazioni al telefono dei vicini. Esiste la fratellanza? La modella pensa di si e che è un dovere occuparsi degli altri (anche di un cane ferito), il giudice ritiene invece che degli altri non ci si può far carico, li si può solo spiare. Una riflessione amare e disperata, ma che nel finale (quando ritroviamo non solo i protagonisti di questo, ma anche quelli delle altre due pellicole, "Film Blu" e "Film Rosso") forse ribalta l'assioma fondamentalmente negativo che sorregge il film, caratterizzato da sapiente scrittura (la sceneggiatura è scritta dal regista insieme all'abituale collaboratore Krzysztof Piesiewicz) ed eccezionale bellezza formale. Capolavoro.

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5.0 Trilogia atto III (finale)

Atto finale della Trilogia dei Colori di Kieslowski, che allude alla Fraternita' . Vediamo come. J. L. Trintignant e' un giudice ormai in pensione, che ha un vizio inconfessabile: spia i vicini ed intercetta le loro telefonate. Vive le loro vite, non avendone (avuto mai) una propria. E ad essi si affratella. Immenso.

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