Film blu. Tre colori

Regia di Krzysztof Kieslowski

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Quando il marito e la figlia muoiono in un incidente automobilistico Julie è distrutta dal dolore. Per liberarsi dal proprio passato e iniziare una nuova vita Julie vende la casa, distrugge i ricordi e brucia la sinfonia incompiuta del marito defunto. Julie vorrebbe una vita senza più proprietà ne legami ma il destino la riporta alla vita e all'amore.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.8 di 5 su 4 recensioni)

5.0 Capolavoro

Primo film dedicato ai colori della bandiera Francese: blu come libertà, che il regista intende come possibilità di fare a meno di tutto e tutti. Il regista ci chiede, attraverso le scelte della protagonista (un'intensa ed emozionante Juliette Binoche), se possa esistere una forma di libertà intesa così. La donna prova, per rispondere al dolore accecante della morte improvvisa del marito, a liberarsi di tutto quanto le possa ricordare la vita precedente il lutto. Prova a fare a meno degli altri, ma si accorgerà che solo la compassione con un'altra solitudine e la forza dell'amore di un uomo che la ama da sempre le regaleranno la vera libertà: quella di esprimere totalmente se stessi,

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4.0 TRE COLORI FILM BLU

Questa è la prima delle tre pellicole dedicate da Krzysztof Kiéslowski ai colori della bandiera francese e alle parole d'ordine della Rivoluzione: libertà, uguaglianza, fraternità. La storia è quella di una donna (Juliette Binoche) che, in seguito alla tragica scomparsa di figlio e marito musicista, si chiude in una sorda solitudine, fino a quando un uomo, che l'ama da sempre, non la convince a portare a termine il concerto iniziato dal marito e anche a tornare a vivere. La protagonista cerca di liberarsi dal passato e dal suo straziante ricordo eliminando ogni sentimento. Ma la vera libertà non è questa, piuttosto è il suo contrario: la libertà dell'amore. Un film intensissimo, vibrante di emozioni e bellezza, giustamente premiato a Venezia con il Leone d'oro.

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5.0 Trilogia atto I

Pellicola che apre la Trilogia dei Colori di Kieslowski, premiato col Leone d'oro a Venezia (1993) . Julie (Juliette Binoche) perde marito e figlioletta in un incidente automobilistico, a cui solo lei sopravvive. La fuga da tutto questo gravoso passato e' forse la Liberta' a cui questo primo atto allude. Misterioso, profondo e terribile.

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5.0 Intenso e poetico

Il blu è il primo colore della bandiera francese cui il regista dedica questo primo capitolo della sua trilogia, ma anche il colore che domina la fotografia di questo film. E’ il colore della malinconia che alberga nel cuore di Julie, la protagonista, che allontana ogni ricordo e si ritira in se stessa per superare il dolore della perdita di due persone care. E’ il colore della piscina in cui lei si tuffa sperando di annegare il suo dolore. La chiave di lettura va ricercata forse nel significato simbolico legato a questo colore: la libertà. E’ forse la libertà di tornare ad amare come citato alla fine nell’ Inno all’amore di San Paolo? “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore, sono come un bronzo che risuona…”.

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