Film bianco. Tre colori

Regia di Krzysztof Kieslowski

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Non potendo più avere rapporti con la propria moglie, un parrucchiere polacco è costretto ad accettare il divorzio. Dopo una lunga serie di umiliazioni riesce a diventare ricco e architetta un piano per vendicarsi dell'ex moglie.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0 Uguaglianza nella vendetta

Non si può certo dire che non sia bello almeno quanto gli altri due capitoli dedicati alla bandiera francese, ma questo film è quello che mi ha colpito e impressionato di meno. Il colore è il bianco dell'uguaglianza, che però acquista qui una connotazione decisamente negativa: non si parla di uguaglianza di fronte a uomini o a Dio, bensì uguaglianza nella stessa cattiva sorte, nella malvagità subita e provocata. I due sposi che si separano per non aver consumato il matrimonio si infliggono le stesse umiliazioni, nella ricerca di una vendetta ispirata da meri valori materiali: sesso e denaro. Mi è sembrato più triste e disperato degli altri due film, e per questo mi ha toccato con più difficoltà.

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4.0 TRE COLORI FILM BIANCO

Questo è il secondo capitolo che il regista polacco ha dedicato alla bandiera francese e ai valori della Rivoluzione. Qui sono il bianco e l'uguaglianza a costituire il motivo di partenza da cui si sviluppa la storia di un uomo che, dopo che la moglie ha divorziato da lui (perché il matrimonio non è stato consumato), è costretto a lasciare Parigi e tornare fortunosamente in Polonia. Ma qui riuscirà a prendersi la sua vendetta contro l'ex consorte. L'uguaglianza in questo film è un sentimento ben poco nobile, visto che la possiamo trovare nel desiderio di vendetta che anima il protagonista e nella "punizione" subita dalla donna (dominata da valori negativi quali il sesso e il denaro), sconfitta essa stessa dopo che il marito aveva subito una sorte analoga nel corso dell'udienza per il divorzio. Sorretta dalla stessa bellezza formale del precedente "Tre Colori Film Blu", questo nuovo capitolo della filmografia di Kiéslowski si arricchisce di un'inedita vena ironica e tratti quasi surreali, che vanno ad aggiungersi alla drammatica e controversa storia d'amore dei due protagonisti.

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4.0 Trilogia atto II

Secondo atto della cosiddetta Trilogia dei Colori di Kieslowski, narra le avventure (disavventure... ) di un polacco, che, abbandonato dalla moglie per sospetta impotenza, medita una vendetta (civile) . Solo per rendere la partita pari. Da qui il valore 'Uguaglianza' , associato tradizionalmente al presente film.

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