Ferro 3. La casa vuota

Regia di Kim Ki-Duk

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Dettagli del prodotto

  • Ean: 8032700993032
  • Supporto: Dvd
  • Produttore: CG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Regia: Kim Ki-Duk
  • Attori: Hee Jae, Seung-yeon Lee, Hyuk-Ho Kwon, Jin-Mo Joo
  • Contenuti extra: trailers, filmografie, interviste, biografie, dietro le quinte (making of)
  • Lingue: Coreano, Italiano
  • Colori: Colori
  • Anno di produzione: 2004
  • Area: Area 2 (Europa/Giappone)
  • Durata: 95'
  • Sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Audio: Dolby Digital 5.1
  • Sistema: PAL
  • Nazione: Corea del Sud, Giappone

Contenuto

Tae-suk gira la città cercando case dove stabilirsi temporaneamente in assenza dei proprietari. Un giorno, mentre è in cerca di una nuova sistemazione, incontra Sun-hwa, una giovane moglie reclusa e maltrattata da un marito ricco e arrogante. I due s'innamorano e Sun-hwa decide di seguire Tae-suk nella sua vita vagabonda fino a quando non vengono scoperti: Tae-suk viene rinchiuso in prigione e Sun-hwa è costretta a tornare dal marito. Quando il giovane viene rilasciato torna subito a cercare la sua amata Sun-hwa inventando un nuovo modo per starle accanto.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 11 recensioni)

5.0 La bellezza del non detto

Un film che è pura poesia, come del resto tutti i film di Kim Ki-Duk. Solo i film orientali sanno essere così semplici e intensi, sapendo trasmettere i sentimenti e rappresentare i personaggi senza parole, senza eccessi, senza effetti speciali. È come camminare su un tappeto, senza fare rumore, essere un'ombra che passa inosservata, un fruscio leggero che muove le tende. Nessuno si accorge dei due protagonisti, un uomo e una donna, che dormono in altre case, case vuote, lasciando un segno del loro passaggio. Un film stupendo, da vedere e rivedere, che non tutti capiscono. Per veri cineamatori.

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5.0 Poetico

Quando si ascolta o si legge una poesia è necessario impostare una giusta tonalità di voce, dare ritmo alle parole considerando fondamentali le pause e gli accenti. Il regista Kim Ki-Duk è riuscito nella difficile impresa di raccontare i pensieri e le sensazioni dei due protagonisti della storia come solo un poeta sa fare. Grazie a uno stile tipicamente orientale, trasporta lo spettatore nelle quattro mura e lo obbliga ad ascoltare i profondi silenzi. La suggestiva atmosfera che si respira stimola il viaggio della mente verso la calma, ma nello stesso tempo suscita stati di angoscia. Uno dei miei film preferiti, con un finale da pelle d'oca!

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4.0 Delicato

Il protagonista è un ragazzo che lascia volantini pubblicitari sulle porte delle case della città per scoprire quali al momento non sono occupate. Ne approfitta, così, passando la notte, ogni sera, in un luogo diverso e magari cercando di sdebitarsi con piccoli lavoretti. Un bel giorno si imbatte in una donna infelice, sposa di un despota e violento marito. E tra i due scatta la scintilla...

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4.0 Ferro 3

Altro bel film del regista Kim Ki-Duk.
Anche qui la storia sembra partire da un concetto più o meno "normale" - dove mai questa parola è stata tanto soggettiva - e pian piano la cosa, però, pare muoversi sempre più su binari alienati. Il film mi è piaciuto molto, anche se la fine mi ha lasciato un poco perplessa.

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4.0 Ferro 3

Ferro 3 è prima che un film, una poesia! Il film è enormemente criticato da chi non p riuscito a elogiarne il valore indiscusso, ad opera di una regia ancor'oggi non conosciuta ma brillante come quella di K. K. DUK. IL FILM è pervaso interamente dal silenzio dei protagonisti, coloro che ci raccontano il loro mondo attraverso la bellezza dello sguardo e del sospiro.

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4.0 Pura poesia cinematografica

È Un film Meraviglioso. Il silenzio non è mai stato così tanto espressivo. Il dialogo delle emozioni. Una romantica poesia dove padroneggia il gioco delle sensazioni, quelle pure e disincantate che ognuno di noi riesce a percepire dal profondo del proprio animo. Il silenzio è anche dimostrazione: è forte espressione della vita.
"È difficile dire se il mondo in cui viviamo sia un sogno o la realtà". Sono tutti delle case chiuse: per essere liberi bisogna aprirle.

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4.0 Ferro 3

Il film più silenzioso che io abbia mai visto: è ovviamente coreano, capace di tutta la leggerezza, delicatezza e ariosità che solo gli orientali sanno mostrare (al contrario di noi occidentali). Consigliato solo agli amanti del cinema orientale e particolare.

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2.0 poco senso

Una delle opere da noi più famose di Kim Ki-Duk, in parte evocativa e interessante, ma nel complesso, ho trovato l'effetto eccessivamente straniante e con troppi passaggi inspiegabili che scivolano pericolosamente verso la comicità involontaria.

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5.0 Quando le parole non bastano..

Mi chiedo quale sia il motivo del monopolio da parte del cinema americano sul palcoscenico internazionale.
Mi chiedo come sia possibile che esplosioni di emozioni e parole urlate possano tenere in ombra gioielli come questo. E' scandaloso. Inammissibile.
Tutta la magia della vita è contenuta in questo film.

"Difficile dire se il mondo in cui viviamo sia una realtà o un sogno"

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5.0 Capolavoro silenzioso

Questo film del regista coreano Kim Ki Duk rappresenta la quintessenza del cinema orientale, dove le immagini contano più delle parole. I dialoghi si contano sulle dita della mano, mentre i tempi dilatati non pesano sullo scorrere del film.
Una delle storie d'amore più incredibili e anticonvenzionali del cinema moderno.

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4.0 Il silenzio tridimensionale

Solo alla fine del film ci si rende conto che i protagonisti non hanno parlato praticamente mai... A parlare per loro sono le immagini e le emozioni di queste due anime che si trovano e che non si lasceranno mai.

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