I due marescialli

Regia di Sergio Corbucci

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Durante la Seconda Guerra mondiale Antonio Capurro, un ladro travestito da prete, viene arrestato dal maresciallo Cottone. A causa di un bombardamento il ladro riesce a sfuggire all'arresto impossessandosi della divisa del maresciallo che si trova così costretto ad indossare la tonaca. Per i due inizia una serie di divertenti avventure.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

5.0 Un capolavoro di ironia

Ironizzare sul nazifascismo, il periodo più buio della nostra storia, senza banalizzare il tutto, e d'altro canto risultare irriverenti nei confonti della memoria, del rispetto per le vittime di quei tragici eventi, non è facile e solo la genialità di un grande maestro come Totò, può riuscirci mettendo anzi meglio in evidenza la drammaticità delle vicende, l'umanità degli uni e la fredda malvagità degli altri, meglio di un film crudo eppur capolavoro come sclinder's list.
Ironia geniale che ci fa venire in mente un altro grande maestro del cinema italiano, Roberto Benigni che col suo "La vità è bella" prende in giro gli aguzzini, i criminali che fecero inorridire il mondo con i loro misfatti.
Il film è bellissimo proprio per questo, perchè dileggia, la stupida e ottusa cattiveria del nazismo verso persone innocenti, ne mette in evidenza la disumanità senza celebrare eroi di nessun genere; il protagonista infatti si rivela essere non un salvatore, il classico monumento nazionale, ma "un fetente! "ovvero solo un uomo con i suoi vizi e virtù, un antieroe, ma, proprio per questo, ricco della sua profonda umanità.
Bellissima infine la colonna sonora, coinvolgente e ricca di pathos.

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3.0 Farsa con Totò e De Sica

Terzo incontro tra Totò e Vittorio De Sica, dopo "L'oro di Napoli" (1954) e "Totò, Vittorio e la dottoressa" (1957). Dopo l'8 settembre 1943, il finto prete Totò diventa finto maresciallo, avendo rubato divisa (e identità) a De Sica. Questi, a sua volta, deve fingersi prete, almeno finché i tedeschi minacciano la popolazione. Equivoci e risate per una farsa che ha il suo apice nell'inchiesta sulle pernacchie voluta dal maresciallo Totò: «Trovata la pernacchia, troveremo il colpevole!».

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