Dancer in the Dark

Regia di Lars Von Trier

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Negli anni Sessanta, una ragazza madre emigra in America dalla Cecoslovacchia. Sta perdendo la vista e sa che anche il proprio figlio sta per seguire la stessa sorte. Pur di trovare i soldi necessari per farlo operare, accetta di lavorare di notte in una fabbrica, fino a quando viene accusata ingiustamente di furto e condannata a morte.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 6 recensioni)

5.0 Un altro e immancabile capolavoro!

Lars Von Trier è un regista capace di mettere a nudo le emozioni dell'uomo. "Dancer in the Dark" racconta della triste storia di una giovane madre in lotta con il proprio destino. Cià che colpisce della pellicola è sicuramente il modo di narrare del regista, così intenso e crudele, capace di riscattare nello spettatore non solo rabbia ma anche felicità e senso di appagamento. Un altro e immancabile capolavoro!

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4.0 Doloroso e bellissimo

Un film struggente, di una tristezza inaudita. L'ingenuità con cui Selma confida nelle persone e negli eventi è forse anche esagerata, rendendo gli avvenimenti ineluttabili per scelta. La storia in sè è bellissima e nasconde un potere lirico difficile da riscontrare in altre opere cinematografiche. Peccato per la voluta estremizzazione degli atteggiamenti della protagonista (peraltro magnificamente interpretata dalla cantante rock Bjork) che risultano a tratti irritanti e per la scelta di inserire alcune scene da film musical (benchè il tema del musical sia fondamentale per capire l'atteggiamento di Selma, che intravede in esso l'emblema e il mezzo per fuggire da una realtà sempre più dura, rappresentata prima dal lavoro in fabbrica, poi dall'avvicinarsi della condanna capitale). Insomma un'opera da 'odi et amo' che lascia combattuti tra l'apprezzamento delle indubbie doti narrative e artistiche e l'astio verso determinati comportamenti fondamentalisti (la cui assenza probabilmente avrebbe reso la trama un semplicistico dejavu, ma tant'è). Non poteva non trovare apprezzamento nella critica: palma d'oro a Cannes nel 2000.

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5.0 Capolavoro

Un film doloroso e bellissimo, meraviglioso e terribile come (a volte) la vita.
Una protagonista imponente, autrice anche della splendida colonna sonora.
Una storia sublime che esprime tutti i sentimenti dell'animo umano.
Indimenticabile, ma preparate i fazzoletti.

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4.0 Promosso

è il film che ha saputo commuovermi più di qualunque altro... Comunque è bellissimo... Non posso non consigliarlo! Rimane di sicuro impresso, ottime musiche

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4.0 Tragico

Film commovente. Dove non arriva la voce di Bjork, arriva la potenza di una storia delicata e triste di rassegnazione, sacrificio, speranza. Film intenso, ma vederlo è stato come ricevere un pugno sullo stomaco.

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2.0 spremuta di lacrime

Tutto si può dire tranne che von Trier non sia intelligente, e che la sua intelligenza non si declini anche in una precisa prospettiva retorica e della visione. Intendo dire che conosce le armi e sa come usarle. Ebbene non è possibile vedere questo film senza struggersi per la protagonista, una versione attalizzata de "L'incompreso". Sono uscita dal cinema piangendo perché in fondo sono una patetica femminuccia compassionevole; soffro nel vedere le ingiustizie del mondo, sfogo nella lacrima la sorda frustrazione del vedere l'Innocente condotto al macello. Ma poi ho riflettuto, e ho pensato: davvero ciò che ho visto è una dinamica, pur se simbolica, del reale? Davvero la divisione tra Malvagi e Innocenti è così netta? Soprattutto: ma quanto si prende sul serio questo regista, da usare (abusare) della storia e della protagonista, bambole di pezza strumentali e surrettizie all'esposizione della sua cinica visione del mondo; letteralmente RIEMPITE di questa visione, come tacchini lì lì per esplodere? Ecco quindi che è il film in sè stesso a essersi infine rivelato come oscenamente violento. E dal pianto sono passata alla rabbia, perché mi sono sentita imbrogliata. E allora posso dire: non mi piace Von Trier e non mi piacerà mai perché non mi fido di lui. Diffidate, amici, diffidate...

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