Crash

Regia di David Cronenberg

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Un produttore, sopravvissuto ad un incidente stradale, conosce e inizia a frequentare insieme a sua moglie un gruppo di persone eroticamente attratte da velocità e incidenti stradali.

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.7 di 5 su 3 recensioni)

3.0 Fedele a Ballard

Cronenberg traspone magistralmente sul grande schermo il romanzo "Crash" di James Ballard. I temi che emergono in questo film che è a dir poco "disturbante", sono quelli cari al regista canadese come le mutazioni del corpo, che qui s'intridono di una fortissima pulsione sessuale.

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2.0 contatto fisico

Los Angeles metropoli infinita. Da una città cosi..si intreccino mille di quelle storie. Gli elementi conduttori sono il razzismo, la rabbia, l’intolleranza. Su questi si costruisce una storia di intrecci.

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3.0 Cronenberg e la noia

Non mi pare che i personaggi di "Crash" (film di David Cronenberg tratto dal romanzo di J. G. Ballard) siano poi così affetti da noia come vuol darla a bere lo Svendsen del famoso Filosofia della noia (Guanda 2004). Ballard, il protagonista omonimo, è un regista; nelle prime scene del film è vittima di un grave incidente d’auto, ne è vittima perché la guida non lo occupa abbastanza da non poter cedere alla voglia di scartabellare una manciata confusa di fogli, leggerli, raccoglierli quando cadono sul tappetino della postazione del passeggero. Già tutto questo occupare tempo farebbe passare ogni dubbio riguardo una probabile sua noia. La moglie, o compagna che sia, sembra perennemente appisolata; parla a chiunque guardando l’orizzonte con la voce di chi si è appena svegliato. Anche lei, più che annoiata, pare solo spogliata d’ogni, come dicono i ggiovani d’oggi, “voglia di vivere”. Loro, insieme al compare Vaughan & company (la compagna sua e l’amica dottoressa, tra l’altro coinvolta nel primo incidente di Ballard) non fanno altro che causarsi a vicenda incidenti d’auto e scopare come ricci. A questo punto è utile un riassunto del film, che ho forse finora reso poco comprensibile ai lettori:

James Ballard, regista, erotomane e scambista, va a schiantarsi colla sua macchina. In breve guarisce, e comincia a cercare di proposito altri schianti in auto, per dare nuova linfa a un desiderio e un'emozione ormai avvizzite. Coinvolge in ciò la sua compagna (la sbadigliona di cui sopra), la donna rimasta vedova in seguito all'incidente da cui prende piede la vicenda (la donna diventa sua concubina) e Vaughan, personaggio più raro che prezioso, il quale ama ricreare i crash-car dei vips e divi dello spettacolo.
Tutti i personaggi paiono estremamente, anche se lentamente, occupati. Chi a sodomizzare il prossimo, chi a gettarsi in inediti rapporti omosessuali, chi a pigliar per il culo commessi di concessionarie d’auto (strappando con una protesi di metallo applicata alle gambe ferite in un recente incidente i sedili in pelle di una mercedes, o giù di lì). Nessuno pare che si annoi, che sia spinto dalla noia ad atti spregiudicati. Ognuno seglie un ben determinato percorso, continua a svolgere peraltro il proprio lavoro (che dunque non si può pensare annoiasse), si dedica freneticamente all’arte della masturbazione reciproca, e nelle situazioni più grottesche: davanti allo sportello della reception di uno sfasciacarrozze, nell’autorivendita di cui sopra, nel salotto di un conoscente guardando in tv delle videocassette di car-test, ecc.
L'unico personaggio che pare davvero annoiarsi è la moglie sbadigliona di Ballard, per cui viene da chiedersi: ma insomma, che film deve aver mai visto Lars Fr. H. Svendsen?

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