Caterina va in città

Regia di Paolo Virzì

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La famiglia Iacovoni si trasferisce a Roma: Giancarlo, insegnante di ragioneria, spinge la figlia Caterina a frequentare le compagne di classe che hanno alle spalle una famiglia facoltosa. Ma per la ragazzina ambientarsi non è facile, contesa tra Margherita e Daniela, la prima figlia di una scrittrice e di un noto intellettuale, la seconda rampolla di un importante esponente dell'attuale governo.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 13 recensioni)

4.0 Da vedere

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Il film assolutamente da vedere, racconta le vicende della giovane Caterina, alle prese con i problemi della sua età, nuove amicizie, nuove conoscenze, insomma tutti i problemi relativi all'inizio di una vita tutta nuova. Da vedere, in quanto parla non solo dei problemi di un'adolescente italiana, ma allo stesso tempo di quelli che possono insorgere in una famiglia dei nostri tempi, dato che vengono raccontate anche le vicende dei genitori della ragazza. Brava la protagonista, che esordisce con un ruolo tutt'altro che semplice.

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3.0 Caterina va in città

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Commedia a sfondo sociale e politico. Attori formidabili come Castellitto e Margherita Buy, rendono questo film un richiamo per gli amanti del cinema italiano. Bella e abbastanza intensa la trama, il mio voto non è più alto solo perchè non lo vedrei una seconda volta, nonostante mi sia piaciuto!

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5.0 Bel film

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Caterina, timida ragazzina di paese, si trasferisce con i genitori a Roma, nella casa dei suoi defunti nonni paterni, abitata da un'anziana zia e la sua badante. Il padre è logorroico, invadente e oppressivo, mentre la madre è sempre tesa e nervosa, ma dolce. La classe di Caterina è divisa in due fazioni: il gruppo di Daniela, ragazzine sciocche e viziate, e quello di Margherita, formato da studenti di sinistra più interessati a ciò che li circonda. Caterina frequenterà prima Margherita poi Daniela, ma non legherà profondamente con nessuna delle due: è troppo diversa, troppo semplice e priva di malizia. Alla fine, nonostante tutto, riuscirà a coronare il suo sogno di entrare al Conservatorio.

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4.0 Bello!

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Caterina è la figlia unica di un prototipo di famiglia molto diffuso in Italia: una madre casalinga un po' nevrotica che cerca di assecondare in tutti i modi il marito e la figlia annullando quasi del tutto sè stessa; un padre che vorrebbe il meglio per la figlia ma che cercando di dimenticare le sue frustrazioni capisce, alla fine, che chi conta sono sempre i soliti potenti!

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4.0 Non male

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Pur non amando alla follia i films di registi italiani, devo ammettere che questo mi è piaciuto: è la storia della piccola Caterina, che, dal suo bel paesello tranquillo e felice, viene "scaraventata" dall'egoismo dei genitori (del padre, soprattutto) nel pieno centro di Roma, dove avrà a che fare con una scuola nuova e con dei compagni non proprio amichevoli ed "alla mano" come lei: riuscirà a sopravvivere? Fresco ed ingenuo, mi ricorda un pò "My name is Tanino", con la differenza che qua Tanino è Caterina!

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5.0 Scontro generazionale e scontro di classe

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La piccola Caterina si trasferisce da un piccolo centro a Roma, dove il padre spera di poter coronare il suo sogno, velleitario, di gloria, usando anche la figlia, che iscrive in una scuola frequentata da ragazzi dell'alta borghesia. Come un pesce fuor d'acqua la picoola Caterina colleziona umiliazioni e capisce poco a poco come il mondo, tristemente, funziona. Finale consolatorio: la piccola riesce a raggiungere il suo, di sogno: frequentare l'Accademia di Santa Cecilia

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4.0 Caterina va in città

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Stranamente mi è piaciuto! Non adoro i film di questo genere ma, Paolo Virzì con semplicità è riuscito raccontare il disagio di una giovane adolescente, che si trasferisce con la sua famiglia a Roma. Catrerina si ritrova in un ambiente del tutto nuovo e deve relazionarsi con ragazzi molto diversi da lei: viziati, schierati politicamente e con tanti problemi adolescenziali.

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5.0 Caterina va in città

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Un film che con leggerezza affronta temi profondi e sempre attuali. La piccola Caterina si trasferisce a Roma con i genitori. Incomincia a frequentare le sue amiche di scuola ma non riesce ad ambientarsi. Non riesce neanche a diventare amica della figlia viziata e precoce del politico romano e neanche della figlia del famoso intellettuale. Attraverso la vicenda di Caterina e della sua famiglia si scopre una realtà sociale italiana pessima.

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3.0 Caterina va in città

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Commedia senza particolari pretese, giovane, fresca, che si regge sulla figura esile della giovane protagonista attorniata però da uno stuolo di grandi attori, primo fra i quali un Sergio Castellitto in gran forma e una splendida Margherita Buy. Da vedere.

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4.0 Bel film

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Una delle scene più belle: Castellitto va fuori di testa e la Buy che prima fracassa tutti i piatti poi subito dopo pulisce tutto e riapparecchia, e Castellitto che, zitto zitto, assaggia il cibo e sibila... "bono".
Questa scena è bellissima.

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5.0 Bello

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Non avevo mai visto questo film, anzi pensavo fosse una cavolata da come me lo aveva descritto mio fratello e invece è un sacco carino!E poi secondo me la ragazzina protagonista è stata bravissima nel ruolo da bambina svampita, vestiva come me alle medie ahahah. Le scene, dalla prima all'ultima, erano tutte cosi tragicomiche, che ridere

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2.0 Non ci siamo

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So che vuole descrivere un mondo "fintobene" ma a mio avviso non riesce nell'intento. A meno che non fosse quello di farci odiare tutti i protagonisti, Caterina compresa.

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