Blue Steel. Bersaglio mortale

Regia di Kathryn Bigelow

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A New York, una giovane ed intraprendente poliziotta finisce in grossi guai giudiziari dopo aver sparato ad un ladro, ma il peggio arriva quando si innamora di un manager di successo che, di notte, si trasforma in uno psicopatico assassino.

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4.0 Lo yuppie svelato

Blue steel, robusto thriller scritto e diretto nel 1989 da Kathryn Bigelow, è solo in apparenza una storia di serial killer come cominciavano ad apparirne in quegli anni. L'androgina ma sexy Megan Turner (Jamie Lee Curtis) corona il sogno della vita diventando poliziotta. Capiamo che quel mestiere le serve anche per staccarsi dalla famiglia disfunzionale (il padre manesco opprime la moglie). Ma alla prima missione è costretta a uccidere un rapinatore. Ne deriva una catena di avvenimenti che la rende vittima di Eugene Hunt (Ron Silver) uno yuppie borderline che, impazzito del tutto e fattosi serial killer, comincia a perseguitarla. La novità della trama sta nel fatto che l'assassino è ricco e reso intoccabile dai suoi avvocati. Dopo molti lutti e dolori Megan riesce finalmente a eliminare il mostro, per quanto questi si dimostri quasi indistruttibile. Qui la regista pare riferirsi agli horror stile Nightmare e Halloween (va notato che di quest'ultimo ciclo la Curtis è stata la scream queen) allora trionfanti al box office. Ma Hunt, di cui ci viene descritta l'attività di operatore di borsa e la conseguente vita di privilegi, e il suo essere coriaceo sono piuttosto la metafora di un preciso contesto e di un modello sociale. Finivano gli anni '80, reaganiani negli Usa, della Milano da bere da noi, in cui aveva prosperato la mala razza degli yuppies, arricchitisi a forza di bolle speculative tanto lucrative per l'economia di carta quanto micidiali per quella basata sul lavoro. Movimenti di quattrini virtuali avevano sconvolto economie intere e impoverito milioni di persone. Gli Hunt che li gestivano erano serial killer sociali (è la stessa la tesi sviluppata da Bret Easton Ellis col romanzo American Psycho). Amareggia ammettere che nulla è cambiato. Anzi, gli anni hanno visto incrementarsi le bolle speculative, gli arricchimenti ingiustificati, la macelleria sociale e l'ottusa ferocia degli operatori finanziari. La Bigelow, almeno, al suo bastardo la fa pagare.

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