La bellezza del somaro

Regia di Sergio Castellitto

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Marcello e Marina sono una coppia molto affiatata: lui architetto, lei psicologa. Sono i genitori illuminati della Marcello e Marina sono una coppia molto affiatata: lui architetto, lei psicologa. Sono i genitori illuminati della diciassettenne Rosa, un po' dispotica ma affettuosa con i genitori e brava in greco. Rosa è fidanzata con Luca, figlio di amici di famiglia, carino, somaro a scuola, nervosetto, rincretinito di canne. Quando Rosa e Luca si lasciano Rosa confida a Marina di avere un altro fidanzato. I genitori discreti, rispettosi, non chiedono, però friggono di curiosità. Durante un week-end con gli amici nella loro casa in toscana, faranno conoscenza del nuovo amore della figlia, Armando, un uomo anziano e composto dentro una giacca di tweed, che costringerà Marcello e Marina a rivedere la loro relazione e le loro idee.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

3.0 Gioventù passata

"La bellezza del somaro" è un diffuso modo di dire che allude alla naturale freschezza di una persona di giovane età. Questo titolo, però, in realtà lavora al contrario, infatti il film narra dell'infatuazione di una giovane per un uomo ormai non più nel fiore degli anni, interpretato da un esilarante Enzo Jannacci. Alla regia c'è un Sergio Castellitto in piena forma, che dirige anche se stesso e la "moglie" Laura Morante, bravissima nel rappresentare le incertezze di una madre "moderna". Film divertente che fa riflettere sull'età che, nonostante tutto, passa senza ritegno.

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4.0 Detto... Fatto!

I film di Castellito sono sempre estetizzanti, complice una dimestichezza con la macchina da presa. Poi la scelta del casolare in Toscana ha contribuito a una fotografia bellissima, un pò una citazione della scuola della commedia d'autore all'italiana sui rapporti familiari. Al centro della riflessione sul rapporto genitori-figli c'è piuttosto la disillusione per aver costruito un dialogo, che non c'è... La frizzante commedia degli equivoci è velata da una malinconia di fondo, anche se si ride a crepapelle tra i tic e le sparate dei Cinquantenni rampanti genitori, che mai han smesso di essere adolescenti. Anche mio padre usava questo detto popolare per sospirare sui ventanni!

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