Il bambino con il pigiama a righe

Regia di Mark Herman

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Bruno è un ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi da Berlino in un'area desolata. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora la madre che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore, e si dirige verso la 'fattoria' che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive dall'altra parte del filo spinato. L'incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall'innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un'amicizia dalle conseguenze terribili.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 2 recensioni)

5.0 Quanto ho pianto

Uno fra i miei films preferiti, tristissimo e contemporaneamente bellissimo e dolcissimo, che ripercorre gli anni della Seconda Guerra Mondiale e, naturalmente purtroppo, dell'Olocausto.
Qui incontreremo due bambini della stessa età ma con un vissuto decisamente agli antipodi: uno appartiene ad una ricca famiglia tedesca il cui padre è un generale delle SS, l'altro appartiene ad una famiglia di ebrei prigionieri in uno dei più famosi e terribili lager nazisti: la loro amicizia resisterà? Struggente il finale.

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5.0 BAMBINI

Bruno è figlio di un ufficiale delle SS; la sua innocenza lo porta a ritenere che il campo di concentramento vicino alla casa dove si è trasferito con la famiglia, sia una fattoria.
Un luogo singolare dove bruciano qualcosa che puzza davvero tanto ed è abitata da strane persone che stanno tutto il giorno in pigiama.
Inoltre è circondata da filo spinato per non far scappare gli animali, ma gli animali non si vedono mai...
Questo bambino non vede grandi differenze fra sé ed un coetaneo al di là del filo spinato di cui diventa presto amico.
Bruno fa tante domande agli adulti, vuol capire cosa gli accade intorno; ma le riposte sono sempre evasive e vaghe.
Così lui esplora da solo, impara, capisce tante cose, forse troppe, fino a restare intrappolato nella logica distruttrice di cui è promotore anche suo padre.
E' impressionante il cambiamento della sorella di Bruno, di anni 12: all'inizio del film prega per la sua famiglia, poi indottrinata e plagiata da un insegnante del regime, butta le bambole in cantina e appende in camera il poster di Hitler.
La mamma poveretta, non capisce subito quale sia il nuovo lavoro del marito; quando arriva la consapevolezza, non può fare altro che dissentire passivamente diventando triste e apatica.

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